giovedì, Giugno 18, 2026
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TORINO: “PAVILION” di TIM SUTTON

Calma piatta in Arizona

Torino 30
L’estate di un ragazzo a contatto con una nuova realtà. Estetica “indie” fine a se stessa

Quando fai un film di 72 minuti e dopo mezz’ora il 10% degli spettatori presenti in sala se la da a gambe la spiegazione è soltanto una: che il tuo film ha un problema di comunicazione. La Grande Fuga dal Reposi durante la proiezione di Pavilion è cominciata dopo circa 30 minuti, quando il pubblico ha profeticamente intuito che nella restante parte del film non sarebbe successo nulla. Max, quindicenne che vive con la madre immerso nel verde dello Stato di New York si trasferisce in Arizona per trascorrere l’estate con il padre. Lì si confronta con un ambiente differente ed entra a far parte di un gruppo di amici. La storia è tutta qui.

Prima della proiezione il regista avverte il pubblico: “La mia è la ricerca di un nuovo linguaggio”. In molti tremano. Poi la bruciante realtà (cinematografica) conferma i sospetti. A parte il fatto che il linguaggio ricorda molto l’estetica di Gus Van Sant, con grande utilizzo della luce obliqua dei tramonti e la dilatazione dei tempi narrativi depurati da ogni costruzione scritta, Pavilion, nel suo complesso, non sembra descrivere assolutamente nulla di nuovo. In tanti sono riusciti a descrivere il senso di inutilità e l’afasia senza per questo girare e montare un film inutile e afasico.

Un paio d’anni fa, per esempio, il Torino Film Festival ha ospitato The Myth of American Sleepover, opera prima di David Robert Mitchell, molto simile per atmosfere e ritmo ma, fortunatamente, un po’ più scritta, quando per scrittura s’intende una storia in grado di accompagnare le immagini. I numerosi camera car che inseguono il protagonista nei suoi vagabondaggi in Bmx sono esercizi di virtuosismo fini a se stessi. Eppure come era accaduto a Somewhere al Festival di Venezia di qualche anno fa, anche Pavilion è riuscito – fra la sorpresa generale – a portarsi a casa il Premio Speciale della Giuria ex-aequo con il bel Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo.

Ripetiamo: l’epica dei perdigiorno ha precedenti illustri, film bellissimi nei quali l’apparente stasi dell’azione nasconde in realtà un progresso e un’evoluzione interiori. Non è davvero il caso di Pavilion, padiglione vuoto e senza anima dove il compito di riempire il vuoto è tutto sulle spalle dello spettatore.

Titolo Originale: Pavilion
Regia: Tim Sutton
Cast: Max Schaffner, Zach Cali, Cody Hamric, Addie Bartlet, , Aaron Bartlet
Nazione: Usa
Durata: 72’
Anno: 2012
Data d’uscita: 30TFF