The Imaginarium of Dr. Gilliam

Un parco giochi per aficionados e non

La Tredicesima edizione del Milano Film Festival ha riscontrato un buon successo di pubblico, trainato in molti casi dalla retrospettiva su Terry Gilliam, con, ad esempio, la proiezione di Brazil quasi da tutto esaurito. E se alcuni si sono avvicinati all’evento solo per questo motivo, c’è da riconoscere che non è stata solo una scelta di marketing. I ragazzi di Esterni si sono dati un gran da fare nel cercare pellicole originali e costruire quella che è stata la prima rassegna davvero completa su un regista di culto e visionario dell’animazione quale è Gilliam. Il fatto che lui stesso, poi, si sia trovato a proprio agio (ha cominciato l’incontro col pubblico dicendo, in italiano, di aver mangiato troppo e di essere ubriaco) testimonia la riuscita di questo incontro.

Anche senza passare in rivista a una a una tutte le opere di Gilliam o dei Monty Python, di cui si è parlato in abbondanza e tanto ancora si parlerà, vorremmo piuttosto soffermarci sulle chicche che il Festival ha offerto, quali i cortometraggi proiettati e l’occasione di incontrare un tale personaggio dal vivo. E’ nelle piccole cose che si vede il genio di una persona, così in questi sketch alla Monty Python (uno, The Crimson Permanent Assurance, era nato per far parte di The Meaning of Life) emerge tutta la creatività di un uomo che sa leggere l’ironia del mondo e trasmetterla agli spettatori. La comicità di Gilliam è semplice, da bambino, quasi, come dimostra anche il suo lato fiabesco, vedi The Adventures of Baron Münchausen e Time Bandits. Non c’è mai la volontà presuntuosa di stupire a tutti i costi (il finale di The Miracle of Flight, ad esempio, è prevedibile) quanto piuttosto un uso sapiente della ripetizione (in Learning to Live with an Elephant, ad esempio c’è un elefante che saltella schiacciando tutto quanto gli capiti a tiro), a sottolineare l’amarezza della vita, ma senza star troppo a pensarci su.

Gilliam lavora per idee e associazioni di pensieri, come ci ha detto, lui non ha mai bene in mente come sarà il suo film finchè non è realizzato (e fortunatamente per lui tutti i grandi attori che vogliono recitare nei suoi film paiono non accorgersene). Un’esplosione comica innesca tutto (in The Crimson Permanent Assurance è la ribellione dei vecchi che si trasformano in pirati) e da lì si sviluppa il film. La visione dei cortometraggi presentati al festival ha messo in chiaro quello che è il processo creativo di un regista che ha esplorato davvero ogni possibile campo, dal cabaret ai drammi, sempre velati di assurdità, di Fisher King e Tideland.

C’è da dire che spesso Gilliam si è ispirato a libri, mentre in queste piccole perle, forse, viene fuori la sua personalità più vera.
Quella di un uomo che ha scelto di fare il regista, dopo essere stato un meccanico per la Chevrolet, per avere il controllo sul proprio lavoro, e non dover faticare per i soldi. Di un uomo che ha sempre fatto di testa sua, e alla fine l’ha avuta vinta persino coi più grandi produttori che non volevano far uscire il suo Brazil negli Stati Uniti, nonostante il film fosse già stato premiato prima ancora di essere distribuito. E forse la morale della favola è davvero che, almeno con l’immaginazione, si possa fare ciò che si vuole, se anche in The Meaning of Life la parte preferita di Gilliam è la canzone Every Sperm is Sacred, un grido di dolore, ma sempre con una risata scomposta, per la sottomissione del popolo cattolico ai dettami di una Chiesa che sembra parecchio distante dai bisogni della gente.
Giù il cappello in attesa di [The Imaginarium of Dr. Parnassum->+-The-Imaginarium-of-Doctor-+.html?id_secteur=2], il film che avrebbe dovuto mostrare al mondo le immense capacità di Heath Ledger (parole commosse di Gilliam).