“The Tourist”: il backstage veneziano

L'arrivo alla stazione del turista Johnny Depp

Martedì 9 marzo 2010. Prime luci dell’alba. Le comparse vengono guidate al bunker vicino alla stazione di S. Lucia, per la sequenza dell’incontro in treno fra Angelina Jolie e Johnny Depp.

All’interno dell’edificio, un vagone attorniato da lunghi pannelli verdi per gli effetti di CG e un brulicare di tecnici alle prese con delle prove audio e luce.
Dal fragore dei suoni c’è da aspettarsi che il treno parta da un minuto all’altro, dentro il magazzino.
Sotto uno stand intanto tornate di figuranti giungono belli e pronti dalla sala trucco; tra loro le costumiste a caccia del dettaglio fuori posto.
Al buffet, intanto, si riuniscono tutti i vari strati di umanità coinvolti nella produzione, dai manovali agli assistenti di regia.

Una “torre tedesca” di due metri (per l’esattezza 2.05 cm), al secolo il regista Florian Henckel Von Donnersmarck, fa il suo ingresso sul set attorniato da un nugolo di collaboratori che gli parlano costantemente e senza mai fermarsi.
Alcuni addirittura non riesce a vederli, tanta è la disparità d’altezza. Donnersmarck ascolta tutti, ma i suoi pensieri sembrano altrove. Tornano alla mente i discorsi di Truffaut, in Effetto Notte, a proposito della ruotine del regista.
Un brusco spostamento di persone verso un furgone dai vetri oscurati palesa l’arrivo di Depp.
Seguito dalla fedele guardia del corpo, Mr. Wolff, l’attore entra nello stabile dove, oltre al vagone, ci sono due roulotte adibite a camerini per lui e per la Jolie.
Sorriso ammiccante da cascamorto e sigaretta in bocca: Depp rimane sempre il ritratto della simpatica canaglia.
Strascico di ammirator anche per la Jolie che, nonostante i sorrisi cordiali, appare più altera e distaccata rispetto al collega.

Ad attendere le star oltre a Von Donnersmarck, l’assistente di regia italiano, Alberto Mangiante (Pinocchio, Baarìa, Kundun) che mette subito in riga le comparse, raccomandando loro di non portare fotocamere o cellulari sul set, in quanto la produzione non tollera fughe di immagini dal backstage.
Per i disobbedienti, aficionados delle foto-ricordo, ci sono in palio delle multe alquanto salate.
Finalmente è tutto pronto per il primo ciak della giornata. Tra i figuranti, alcuni hanno la fortuna di venire scelti per stare accanto alle due movie-star, e addirittura beccarsi il primo piano in certe inquadrature.
Si effettuano molte riprese, dal totale dello scompartimento ai piani stretti. Nella sequenza Jolie rintraccia Depp; breve dialogo, e poi, spostamento nella carrozza ristorante non prima di aver individuato due poliziotti sotto copertura (il francese Clément Sibony ed il belga François Vincentelli).
Anche il cielo dice la sua, con un’abbondante nevicata che coglie tutti di sorpresa. Meno male che il film, secondo lo script, dovrebbe essere ambientato in una Venezia primaverile!

Mercoledì, 17 marzo. E’ giunto il momento di girare all’aperto. Binario riservato per l’arrivo di Frank/Depp, alla stazione S. Lucia. Grande mobilitazione delle forze dell’ordine sul piazzale, dove delle fasce segnaletiche delimitano l’area delle riprese dalla folla di fan e curiosi. Immaginatevi la faccia di chi, capitato lì per sbaglio, si vede passare accanto Depp, accodato dallo spolmonarsi ininterrotto di teenager intente a strappargli un autografo!
Il regista invita le comparse a entrare nelle proprie postazioni, mentre i collaboratori indicano loro le coordinate per muoversi in modo di occupare tutto lo spazio alle spalle di Depp nel momento in cui questi darà uno sguardo alla cartina prima di avventurarsi per i labirinti della città lagunare.
Un motoscafo ormeggiato presso il pontile, con a bordo Angelina Jolie e altri, accoglie Depp al termine di ogni ciak, che si consegna puntualmente alle mani dei tre pittoreschi truccatori per rimediare ai dispetti del vento fra i capelli. Dall’altro lato del canale, un abbagliante schermo di flash fotografici, dietro ad un piccolo attracco dov’è situata la cinepresa, la cui visuale di volta in volta è ostruita dal transito di vaporetti, che Mangiante bonariamente si appresta a sveltire, con qualche battuta al megafono.

Quella che può sembrare una scena semplice è, però, un vero cruccio per Von Donnersmark che, non soddisfatto della luce mattutina, si vede costretto, in sordina, a girare nuovamente nel tardo pomeriggio, dando luogo a veri istanti di euforia collettiva, in quanto, tutti i passanti sono finalmente liberi di “avventarsi” su Depp, senza l’intralcio dei carabinieri, già congedati dal set. Fortunatamente non accade nulla di spiacevole. Ed è così che Venezia fa la sua scorpacciata di Hollywood.