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“The Way Back” di Peter Weir

La via del ritorno

Nel 1941 un gruppo di uomini scappò da un gulag in Siberia a piedi per l’Himalaya verso l’India. Sopravvissero a un cammino di 6500 km verso la libertà.

The Way Back segna il ritorno alla regia, a distanza di quasi otto anni, di Peter Weir, dopo Master and Commander: Sfida ai confini del mare.
Weir per questo suo nuovo lavoro ha trovato ispirazione nel libro The Long Walk: The True Story of a Trek to Freedom di Slavomir Rawicz (opera che ha sollevato molti dubbi tra storici e studiosi circa l’autenticità di questa autobiografia).

Un ufficiale della cavalleria polacca, Janusz (Jim Sturgess), viene imprigionato dai russi entrati in Polonia. Condannato su false prove estorte con violenza, è deportato in Siberia. In mezzo ad altri detenuti, imprigionati con accuse fabbricate senza pietà da membri del partito comunista, il giovane polacco non vuole arrendersi e inizia a pensare alla fuga.

Insieme a un ingegnere americano, Mr. Smith (Ed Harris), a un criminale russo, Valka (Colin Farrell), ai polacchi Tamasz (Alexandru Potocean) e Kazik (Sebastian Urzendowsky), a un prete, Voss (Gustaf Skarsgård), e ad uno iugoslavo, Zoran (Dragos Bucur), Janusz si dirige verso le montagne, con lo scopo di arrivare al confine e trovare un posto sicuro dove nascondersi. Durante l’impervio cammino, a loro si unisce una giovane ragazza, Irena (Saoirse Ronan), anch’essa in fuga da una vita crudele.
Con poco cibo, nessun equipaggiamento e senza avere idea della loro posizione, questi uomini si avventurano in un’impresa quasi impossibile, attraverso un clima feroce. Il gruppo sa di andare incontro a una probabile morte, ma è anche consapevole che un’eventuale morte sarà da uomini liberi.

The Way Back è un film eroico, tra tragedie e disperazione, fame e filo spinato, neve e deserto. Nell’arco di un anno, provando su di loro le ingiustizie climatiche di una terra dalla terribile bellezza, questi uomini, per tenersi in vita, per non soccombere e darsi il coraggio di un futuro, ricordano il passato, confidando la loro storia. A questo film duro e selvaggio, dove gli istinti primordiali hanno il sopravvento, la regia di Peter Weir dà il suo notevole apporto.
Weir insegue il cammino stremato di questi uomini con un movimento di cornice che conferisce epicità alle scene.

Il rapporto vorace tra l’uomo e la natura; gli istinti di sopravvivenza che trovano nella terra rifugio e pericolo; la smania vitale, che diventa ossessione, per la libertà: tutto questo Weir lo ha colto e fatto suo. The Way Back è concepito secondo il carattere umanista del regista, che conduce lo spettore dentro questo viaggio – la Siberia, la Mongolia, il deserto del Gobi, il Tibet e l’Himalaya – narrato in modo splendido, con una fotografia che regala lampi di emozione.
Che sia o non sia una storia realmente accaduta, e nonostante la stucchevole parte documentaristica finale, The Way Back come cinema di paesaggio che accompagna la natura umana verso la libertà è trattato con una finezza che sa travolgere.

Titolo originale: The Way Back
Nazione: U.S.A.
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 133′
Regia: Peter Weir
Cast: Dragos Bucur, Colin Farrell, Ed Harris, Alexandru Potocean, Saoirse Ronan, Gustaf Skarsgård, Mark Strong, Jim Sturgess, Zahary Baharov
Produzione: On the Road, Point Blank Productions
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 06 Luglio 2012 (cinema)