La categoria è senz’altro unica, senza precedenti: peplum fantasy nippo-latino. Anche il titolo lo è visto che Thermae Romae farebbe inorridire qualsiasi minimo cultore del latino. Ma tant’è, questa trasposizione del manga di Mari Yamazaki ha sbancato a suo tempo i botteghini giapponesi ed ora sbarca in Italia per riuscire a fare altrettanto nel luogo dove è ambientata.
Lucius Modestus è un architetto di altissimo rango specializzato in architettura termale. Rimasto improvvisamente senza lavoro, si trova ad aver bisogno di un’idea originale. Magicamente inghiottito dagli scarichi delle acque termali, si ritrova nel Giappone contemporaneo pronto a cogliere qualsiasi novità per poterla portare indietro con sé.
Per un film tratto da un celebre manga forse ottenere successo in Giappone risulta molto più facile di quanto non si possa pensare. È chiaro che ottenerne altrettanto in un aese europeo lo è infinitamente di più, soprattutto se quel paese è l’Italia e se quel manga è ambientato nell’antica Roma imperiale.
_ È inevitabile che lo spettatore italiano si trovi a storcere il naso di fronte alle “libertà grammaticali” che lo spirito giapponese si prende nei confronti della lingua latina, a partire dal titolo, e che probabilmente non colga il suo carattere farsesco fino all’oltraggio.
Tuttavia l’idea di base conquista subito lo spettatore di qualsiasi nazionalità, anche quel diffidente italiano latinista che non riesce a trovare un plausibile motivo per il quale sia entrato dentro quella sala cinematografica. Il pretesto di un viaggio nel futuro funzionale all’apprendimento di nuove tecniche è un tema avvincente che già si era assaporato nel più celebre dei lavori di fantascienza rivolti ai viaggi temporali, Ritorno Al Futuro. Qui ad esso si aggiunge una straordinaria dose di comicità che cavalca l’onda di situazioni improbabili nelle quali un antico romano si ritrova ad affrontare tutte le abissali differenze tra la sua vita e quella del Giappone contemporaneo.
Alla lunga però il ritmo si allenta, i viaggi tra passato e futuro si ripetono a tal punto da non apparire più speciali e a poco serve il cambiamento del soggetto che li compie: che l’antico romano vada nel futuro Giappone o il giapponese contemporaneo nell’antica Roma, il risultato non cambia e a lungo andare smette di sorprendere risultando stancante.
_ La stessa comicità inevitabilmente ne è intaccata: le situazioni che si ripetono e la consapevolezza dei personaggi di ciò che sta effettivamente avvenendo, spengono lentamente qualsiasi slancio umoristico, perdendo in brio e arguzia. Con questo affievolirsi della situazione comica, emerge in tutta la sua vena stonata l’aspetto caricaturale dei personaggi, quasi odiosi nel loro carattere di vere e proprie “macchiette”. Così, oltre alla giovane protagonista contemporanea (l’aspirante scrittrice di manga), anche lo stesso integerrimo protagonista rivela la sua debolezza e come lui tutti i personaggi dell’antica Roma, compreso l’imperatore Adriano.
I gradevoli effetti grafici riescono solo in parte a dare credibilità alla scenografia che resta pur sempre quella tipica di un cartone, priva di profondità. La sceneggiatura si aiuta accentuando la propria autoironia con la divertente trovata di uno stacco di musica lirica tra un viaggio nel tempo e l’altro dove si esibisce un simpatico soprano in un luogo senza tempo. Sono proprio le musiche un’altra gradevole trovata se si accetta il fatto che il contesto storico al quale richiamano è tutt’altro da quello dell’antica Roma (l’Aida, per esempio).
_ È forse proprio questo il limite di Thermae Romae, quello di essere fin troppo incentrato su battute e trovate che ricalcano i clichè italiani così come li vedrebbe un giapponese. In un primo momento lo spettatore italiano sembra accettarli nel compromesso di una trama che si promette avvincente e comica, ma ben presto, quando la trama inizia a scemare, queste differenze si spalancano come immense voragini di fronte alle quali egli si abbandona inevitabilmente allo sbadiglio domandandosi se anche lui non abbia avuto a che fare con il tempo, ma piuttosto che viaggiarvi, vi sia rimasto bloccato senza scorgere l’ombra sperata di un finale al film che non sembra più scorrere di fronte ai suoi occhi.
Titolo originale: Terumae romae
Nazione: Giappone
Anno: 2012
Genere: Commedia, Fantascienza
Durata: 108′
Regia: Takeuchi Hideki
Sito ufficiale:
Cast: Abe Hiroshi, Ichimura Masachika, Kitamura Kazuki, Ueto Aya, Takeuchi Riki, Shishido Kai, Sasano Takashi, Kimura Midoriko
Produzione: Filmmakers
Distribuzione: Tucker Film
Data di uscita: 26 Giugno 2014 (cinema)






