“These are the rules” di Ognjen Svilicic

Gruppo di famiglia in un interno

Venezia 71. Orizzonti
Un quartiere popolare di Zagabria, una notte come tante, il diciassettenne Tomica rincasa un po’ più tardi del solito. La mattina dopo fa fatica a connettere ed è costretto a confessare ai suoi preoccupati genitori che è stato picchiato pesantemente. Sembrerebbe una semplice zuffa fra adolescenti, ma purtroppo non è così.

Per un numero enorme di minuti durante questo film due dei protagonisti ci vengono mostrati mentre affettano cipolle, svuotano peperoni, battono fettine di carne, lottano con un forno che non ne vuole sapere di funzionare. Presentato così, questo quinto lungometraggio dello spalatino Svilicic sembrerebbe una stupidaggine da super-otto domenicale, o una versione festivaliera di un reality gastronomico, e invece non è affatto così, perché questi gesti di routine, familiari, casalinghi sono il sottofondo sul quale si impernia il dramma di una famiglia comune costretta a guardare in faccia la morte in tutta la sua banalità.

Perché un dramma risalti e sia esperito da uno spettatore esso può essere gridato e proposto con toni enfatici e spettacolari, oppure messo in quadro nella sua semplicità fenomenologica, nel suo porsi in contrasto con la normalità, con il “come il mondo dovrebbe essere”. Il regista e sceneggiatore sceglie appunto questa seconda via, più pudica, moderata, sottotono, forse più difficile, in quanto costringe il film nelle secche di un inizio minimalista e di una maturazione lenta, che però premia chi alla fine della proiezione sappia mettere in prospettiva serenità quotidiana e immotivata violenza.

Tomica, figlio unico di Ivo e Maja, viene pestato da un bullo della sua scuola, ma fra le mura di casa tenta di sminuire gli effetti fisici e morali della batosta, come è prevedibile per un ragazzino colpito nel suo orgoglio (oltre che pesantemente sul corpo). Purtroppo la tragedia è dietro l’angolo e prende le forme del più comune trauma cranico di questo mondo: invisibile a occhio nudo, eppure esiziale nella sua nascosta ferocia. Non si vede, ma c’è, lì sotto le escoriazioni al volto e al cranio del pacifico ragazzino croato. Ma per una volta un film della ex-Jugoslavia ci parla delle cicatrici interiori e non di contrasti bellici e post-bellici, e uno dei meriti di Svilicic è quello di lavorare finemente lungo i percorsi sotterranei della più naturale empatia. Egli lavora attraverso inquadrature dimesse (campi e controcampi, ma neanche tanti, laddove dominano l’inquadratura fissa su dialoghi ridotti all’osso o totali in luce livida da interno borghese di periferia) e in sottrazione quasi totale: anche l’episodio di violenza è inquadrato a una certa distanza e senza compiacimenti kim-ki-dukiani (ci si passi l’aggettivo…).

Non interessa la violenza fisica e l’umiliazione del corpo, ma la cicatrice che questo dramma lascia nell’animo sgomento dei genitori, incolpevoli, disarmati e inebetiti da un evento imprevedibile.
Empatia, si diceva: non so, dopo una singola visione e non conoscendo i film precedenti del regista, se la sua sia solo una mancanza di piglio autoriale o la coerente conseguenza stilistica di un understatement sostanziale ed esistenziale. Rimane il fatto che dopo un’ora delle summenzionate scenette di preparazione di pranzi e docce a fine giornata lavorativa, ci si trova a far parte integrante di un mondo familiare violentato dai demoni dell’esterno, si parteggia per gli sbigottiti genitori, incapaci di farsi sentire da un qualsivoglia poliziotto o dottore nella loro sete di giustizia, si finisce per sentirsi genitori violati e autorizzati a giustizie private e sommarie.

Si finisce anche per adeguarsi alla triste verità proclamata dal titolo, che “queste sono le regole” del convivere “civile”: se ti ammazzano un figlio non puoi che aspettare il tuo turno nella fila e ritirare il certificato di morte, sperando che la stampante non si inceppi.

Titolo originale: Takva Su Pravila
Nazione: Croazia, Francia, Serbia, Macedonia
Anno: 2014
Genere: Drammatico
Durata: 77′
Regia: Ognjen Svilicic
Cast: Emir Hadzihafizbegovic, Jasna Zalica, Hrvoje Vladisavljevic
Produzione: Maxima Film, KinoElektron, Biberche
Data di uscita: Venezia 2014 – Orizzonti
2014 (cinema)