“Ti ho sposato per allegria” di Natalia Ginzburg

L'importante è ridere

Valeria Bruni-Tedeschi porta sulle scene la commedia di Natalia Ginzburg dedicata alla vita di coppia e ambientata nella Roma degli anni’60.

Cosa succede se un uomo e una donna si sposano subito dopo essersi conosciuti? Che misteri e quante cose non dette vengono alla luce giorno dopo giorno? Come superare il giudizio dei parenti? A queste domande offre diverse risposte Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg. La vicenda di Giuliana – bella, senza alcuna dote particolare, ma allegra e spensierata – e di Pietro – tradizionalista, serio, legato ad un’impostazione famigliare classica – racconta come ci si possa innamorare e sposare nel giro di qualche giorno, decidendo più o meno consapevolmente di conoscere il proprio compagno nella routine quotidiana. Per Giuliana, che ha alle spalle una relazione con uno scrittore che l’accusava di non avere nessun tipo di fascino, la vita a casa di Pietro è strana, a tratti noiosa, a volte gioisa, mentre per Pietro le giornate vengono rallegrate dalla presenza della moglie, che ha ‘sposato per allegria’. Una vitalità evidente che manca alla sua famiglia, conservatrice e cattolica in un’Italia in cui non esisteva ancora il divorzio e il vero matrimonio era quello celebrato in chiesa.

Il conflitto tra la rivoluzione sentimentale della svampita e divertente Giuliana, e le convenzioni sociali di Pietro e di sua madre viene scandito a colpi di battute taglieti e di sottile ironia, e porta i due coniugi ad impotizzare un loro possibile divorzio all’estero con la leggerezza del gioco infantile. Nonostante la forte ingerenza della mentalità borghese degli anni’60, Pietro riesce a far convivere l’importanza della famiglia con l’amore che porta per la moglie, un raggio di sole in una vita fatta di convenzioni sociali.
Questo scontro tra mondi è ben sottolineato dalla regia di Marie Louise Bischofberger che immagina un interno piuttosto spoglio, come può essere l’appartamento di due giovani sposati da poco e ‘all’improvviso’. La diversità tra marito e moglie è evidenziata dalla scelta degli abiti, tradizionali per il marito – ossessionato dalla ricerca del suo cappello – , assolutamente casual per la moglie che vive in camicia da notte-sottoveste e calzini di lana.

Valeria Bruni-Tedeschi descrive bene le pieghe di Giuliana, passando dalla leggerezza alla frivolezza e sapendo connotare entrambe di un velo di tristezza, quando, durante i lunghi monologhi, emerge la solitudine di un passato privo di veri sentimenti. Perfettamente calato nei panni di Pietro, Stéphane Freiss ammicca al bravo e buon borghese che si concede la joie du vivre attraverso la vivacità della moglie. Edith Scob, Marie Vialle e Amelie Bérangier declinano con vivacità i personaggi di contorno alla vicenda.

Ti ho sposato per allegria di Natalia Ginzburg
Regia: Marie Louise Bischofberger
Scene: Arthur Aillaud
Con: Valeria Bruni-Tedeschi, Stéphane Freiss, Edith Scob, Marie Vialle e Amelie Bérangier
www.theatremadeleine.com