Tiziano Ferro in concerto all’Hydrogen Festival

Applausi a Piazzola sul Brenta

Tiziano Ferro in concerto a Piazzola sul Brenta per uno dei primi appuntamenti dell’Hydrogen Festival. Apre in jeans e in jeans termina: in mezzo, giacche dai mille luccichii e cappellini trendy, t-shirt più o meno di tendenza e gilet nero.

Ma il look non è mai troppo stravagante, in perfetta linea con la scenografia: pulita, ordinata e al tempo stesso grintosa, tecnologicamente al top grazie a tre grandi schermi d’avanguardia su cui sfilano paesaggi, volti, passi di danza.

Il concerto di Tiziano Ferro a Piazzola sul Brenta dell’8 luglio per l’Hydrogen Festival è uno dei migliori finora collezionati dal cantante di Latina. E non soltanto per una questione di colori, temperamento e accessori. A fare la differenza – quella tra “te e me”, direbbe lui, Tiziano, con cui comincia a scaldare il pubblico padovano – è prima di tutto la scaletta. Che non privilegia l’ultimo album, ma al contrario torna indietro fino agli esordi, in un filo ininterrotto tassellato da tutti i suoi più grandi successi: Imbranato, Indietro, E fuori è buio, Sere Nere e tanti altri ancora.

È così che si fa ballare e cantare a squarciagola i fan e Tiziano lo sa bene, anche se ormai sono passati i tempi in cui cercava a tutti i costi l’applauso. “Ciò che sogno adesso è semplicemente di vivere la mia vita, che è quella che è, con le persone che amo. Grazie a tutti voi per più di dieci anni di vita insieme”.

Piazzola applaude: una villa illuminata di un bianco lunare alla destra del palco, tribune gremite di fronte e ristoranti sopraelevati sulla sinistra. Il cielo limpido e l’aria mite. I led si illuminano e i fasci di luce bucano l’oscurità. Il ritmo cambia: da melodico, romantico e strappalacrime si fa incalzante, con le note tutte da ballare di Rosso relativo e Perdono, una donna (Raffaella) e un uomo (il breaker che Tiziano porta con sé sul palco per tenere il tempo delle sue canzoni). E poi è di nuovo amore, che lui interpreta semplicemente così: Non me lo so spiegare.

Tra un brano e l’altro trova anche il tempo di ringraziare l’Avis, che lo segue in giro per l’Italia per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza, e la semplicità, di un gesto tanto prezioso quanto la donazione del sangue.

La musica riprende, Per dirti ciao!, Piazzola. Le note finali le affida a Ti scatterò una foto, che tutti aspettano con finta ansia. In realtà, i fan sanno benissimo che l’appuntamento con la colonna sonora di Ho voglia di te non può mancare. E infatti Tiziano Ferro non li delude. Nonostante la febbre che lo indebolisce da qualche giorno, il concerto di Piazzola è uno dei suoi migliori.

Foto a cura di Alessandro Ruggeri
www.hydrogenfestival.com; www.chiaragiacobelli.com

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Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.