domenica, Giugno 7, 2026
Home Cinema Focus Film Torino: “Chained”, “Ginger & Rosa”, “Wrong” e “A Liar’s Autobiography”

Torino: “Chained”, “Ginger & Rosa”, “Wrong” e “A Liar’s Autobiography”

Appunti torinesi: 4 film

Ricco e vario, come ogni anno, il programma del Torino Film Festival. Nel quaderno degli appunti – tra un Losey e l’altro della ricca retrospettiva che ci ha fatto scoprire o riscoprire film dall’impianto solidissimo (come il brechtiano Galileo e l’antimilitarista Per il re e per la patria) e traballanti pastiche (La scogliera dei desideri, in cui lo sceneggiatore Tennessee Williams sembra autoparodiarsi lasciando libero sfogo a una Elizabeth Taylor sopra le righe) – ci sono rimaste le note su diverse altre pellicole. Ne estraiamo quattro: Chained di Jennifer Lynch, Ginger & Rosa di Sally Potter, Wrong di Quentin Dupieux e A Liar’s Autobiography di Bill Jones, Jeff Simpson e Ben Timlett.

Chained di Jennifer Lynch

Un tassista psicopatico rapisce e uccide diverse giovani donne. Assieme a una di loro c’è anche un bambino: crescerà con lui, diventando suo servo, fino a che riuscirà a fuggire. Come thriller, Chained ricorre a un armamentario dozzinale e non crea né tensione, né inquietudine, né paura. Fino a un certo punto resta aperta l’ipotesi che voglia essere una critica alla mascolinità condotta attraverso una rappresentazione estrema dell’educazione di genere. Nella parte finale, però, la ricerca dei colpi di scena annulla definitivamente anche questa chiave di lettura (peraltro, già il flashback sulla difficile infanzia dell’orco, per come funziona sul piano narrativo, creava una sgradevole ambiguità). Inutile.

Ginger & Rosa di Sally Potter

Nell’Inghilterra del 1962, due ragazze alla soglia dell’età adulta sullo sfondo della crisi di Cuba e della minaccia nucleare. La raffinata regista inglese fa un film più lineare e più diretto rispetto ai suoi standard, ma imbastisce un lavoro inconsistente che – tra paura della morte e superamento dell’adolescenza, contrasto tra ricerca della propria libertà e obblighi famigliari, attivismo pacifista e perdono – pretende di dire Grandi Verità ma non va oltre dialoghi retorici e personaggi ai limiti del caricaturale. E poi quella cosa sarebbe? L’Inghilterra del 1962? Così laccata, con quelle faccine, è l’Inghilterra del 1962 come verrebbe ricostruita in un servizio di moda. Irritante.

Wrong di Quentin Dupieux

Per apprezzare quello che abbiamo, anche le piccole cose, dobbiamo sperimentarne la perdita. Wrong è un film con un messaggio? Forse sì, ma se lo è, lo è in modo assai bislacco. La storia (per certi versi, una sorta di remake di A serious man dei Coen) si sviluppa fra trovate gratuite e bizzarre fino alla pura idiozia: un cane rapito, un santone che insegna a comunicare telepaticamente, un detective che, con speciali tecnologie, ricava filmati dalla cacca dei cani, una palma che diventa un pino, un giardiniere che si sostituisce al protagonista, un vicino di casa che decide di allontanarsi con l’auto verso non si sa dove. Come in un quadro di Magritte, la realtà sembra essere quella solita, ma qualcosa, inaspettatamente, non torna (dopo le 7.59, la sveglia indica le 7.60 e può piovere in ufficio). Perturbante? Mah. Divertente? A corrente (molto) alternata.

A liar’s autobiography di Bill Jones, Jeff Simpson, Ben Timlett

Non è un’antologia dei Monty Phyton: dei loro sketch televisivi e dei loro film si vede ben poco. Il film narra piuttosto la vita di uno dei membri dei gruppo, Graham Chapman, la cui voce – registrata su nastro pochi anni prima della morte – fa da filo conduttore. La confessione – nella quale la franchezza si mescola (indistinguibilmente: è l’autobiografia di un bugiardo) con il gusto per l’esagerazione e per l’invenzione paradossale – approfondisce in particolare l’omosessualità e i problemi con l’alcool in una vita dove bizzarrie ed eccessi da artista hanno convissuto con costrizioni e flemma tipicamente british. Non ci si sganascia: al più, si sorride. Il film ha un interesse nostalgico-documentaristico, ma è soprattutto il pretesto per una brillante esercitazione su diverse tecniche di animazione. Accademico.