Torino Film Festival 2007: un bilancio

Quando questa sera al cinema Massimo termineranno le proiezioni dei film vincitori della 25esima edizione del Torino Film Festival calerà (come scriverebbero “quelli bravi”) il sipario su questo buon festival.
Crediamo che il termine “non respingente”, utilizzato da Moretti in conferenza stampa per definire il manifesto del festival, possa essere esteso a tutti gli aspetti di questa sua nuova creatura.
Perché “Non respingente” anzi accessibili a tutti sono stati i film, non c’era un occhio di rigore per la ricerca dell’estremo: ”Trent’anni fa mi costringevo a farmi piacere i film che non mi piacevano. Ma oggi non lo faccio più”. Perché “Non respingente” era la città che è uno dei “personaggi” del festival che, visti i numeri, ha accolto benissimo questo romano e la sua proposta culturale. Moretti legge i dati: “Incassi 79% in più (il costo del biglietto è rimasto invariato rispetto all’anno scorso). Bruno Ponti mi ha detto che siamo sulla media del 70-80% in più di spettatori, e sono cresciuti, più che raddoppiati i biglietti ridotti staccati per i giovani e per le associazioni. Gli accrediti sono +47%”. “Non respingente”, anzi capitale prezioso, anche per i giornalisti – a parte le code – la possibilità di godersi insieme al pubblico le proiezioni.

Moretti: “Mi sono divertito e tante persone del mio mestiere e i semplici spettatori sono stati colpiti dal clima rilassato che non vuol dire che non ci fosse un grande lavoro di svariate persone. C’era tempo di vedere film e c’era la possibilità di passare il tempo anche in altro modo”. “Non è una cattedrale nel deserto” e vi garantiamo che è stato piacevole rapportarsi agli ingressi delle sale con i gentilissimi volontari e non con guardie, constatare che università, museo ma anche associazioni interagiscono con il programma del festival. E nota non trascurabile i commercianti non ci hanno vissuto come “galline da spennare”: i prezzi non sono stati alzati anche in luoghi ubicati nelle vicinanze delle sale.

“Non respingente” Moretti, che alcuni hanno giudicato troppo presenzialista, (anche se lui obietta: “No, io ho presentato dei film ma la stessa cosa hanno fatto Emanuela e i 4 selezionatori”) e che è sempre stato molto informale negli atteggiamenti e nei costumi: alla serata conclusiva ha continuato a sfoggiata la divisa d’ordinanza, camicia e maglione. Moretti simpatico, sarcastico e ironico in conferenza stampa: “Il museo mi aveva assicurato giorni di sole e uno di nuvole. Ci sono stati due giorni di pioggia” – “Avevo chiesto diverse volte al Museo del Cinema (a Barbera): “Basteranno le sale?”. Mi dicevano sempre di sì e alla fine ho smesso di chiederlo perché non volevo passare, come sempre, da megalomane. Beh, non sono bastate“.
“Non respingente” ma canzonatorio e divertito anche durante i siparietti (preparati) della serata di premiazione con Valeria Solarino e Jasmine Trinca.
Dichiara: “E’ seccante fare trionfalismi ma tra i 15 film in concorso 3 saranno distribuiti:
Away for her,
Lars and the real girl e
The savages. E spero che tra i restanti 12 ne vengano acquistati altri da alcuni dei distributori che ho visto in giro per le sale in questi giorni”.
C’è anche la volontà di fare un’elogio “per la qualità con la quale i giornalisti hanno seguito il lavoro”, dare appuntamento a tutti al prossimo anno (21-29 novembre), sempre con un festival in città, sempre con Moretti affiancato da Emanuela Martini e il resto dello staff.

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