“Torneranno i prati” di Ermanno Olmi

L'occhio del Maestro

Prima guerra mondiale, fronte italiano del nord-est. Sulle montagne innevate del Veneto, le splendide dolomiti di cui ogni italiano va fiero, si combatte contro gli austriaci. Le trincee nemiche sono talmente vicine che “li si può sentir respirare” quando c’è silenzio.

E il silenzio, durante gli ottanta minuti di Torneranno i prati, pellicola del maestro Ermanno Olmi, è l’indiscusso sovrano. Il film si apre e si chiude nel silenzio, e durante l’intera proiezione i dialoghi sono ridotti a sussurri. Tutto ciò viene a generare un’atmosfera di caldo cordoglio, quasi di sacralità, che si oppone splendidamente al gelo che regna al di fuori. Rumore significa bombardamento, e il bombardamento porta dolore e morte.

Gli alpini, resi muti da ciò che hanno visto, fatto e sopportato, si raccolgono nel silenzio che si stabilisce tra coloro che si sentono legati a livello di anima, e non hanno perciò bisogno di dirsi nulla. Che bel cameratismo, viene da pensare, molto più profondo di quella goliardia che ci viene mostrata a volte. Ma non bisogna farsi ingannare, la comunità della trincea è comunque in preda ad una decadenza inarrestabile, simboleggiata dall’epidemia di febbre che ha messo in ginocchio quasi metà del reparto.

Su tutto e tutti aleggia una forte sensazione di sospensione: qualcosa di grande deve succedere, sembrano dirci i volti degli uomini, e succederà questa notte. In realtà, grossi sconvolgimenti non ce ne saranno: sarà indubbiamente una notte movimentata, ma tutto sembrerà essere abituale, come di routine. La trama, in effetti, è appena definita, un sottile filo che segue lo scorrimento delle ore notturne senza mai movimentarsi veramente. Tutto ciò che succede viene come attutito dai quattro metri e mezzo di neve, e dal raccoglimento di cui parlavamo prima. Niente eroismo e gloria, ma neppure scene di tremenda sofferenza: anche la morte ed il pianto vengono affrontati con morbida delicatezza.

Questo perché Torneranno i prati non è una pellicola che fonda la sua ragion d’essere sull’azione. È un film contemplativo, che gioca tutta la sua poesia sul sonoro e sulla fotografia (sempre spenta, tanto che in molte inquadrature ci si avvicina alla scala di grigi). È un film che non va trangugiato tutto d’un fiato, come si fa con i vinacci da quattro soldi. Al contrario, va assaporato, tenuto sulla lingua per gustare ogni lato del suo sapore sfumato, impalpabile. Solo così facendo di avrà accesso al tesoro di significati che il film nasconde, che dipingono un’immagine della guerra meno orrenda di molte altre pellicole, ma anche per questo decisamente più straziante.

Titolo: “torneranno i prati”
Nazione: Italia
Genere: guerra
Durata: 80’
Regia: Ermanno Olmi
Cast: Claudio Santamaria, Alessandro Sperduti, Francesco Formichetti, Andrea Di Maria
Produzione: Cinema Undici, Ipotesi Cinema, Rai Cinema
Distribuzione: Rai Cinema
Data di uscita: 6 novembre 2014 (cinema)