martedì, Ottobre 13, 2026
Home Cinema Focus Film Trento Film Festival. 1961, LA TRAGEDIA DEL FRENEY

Trento Film Festival. 1961, LA TRAGEDIA DEL FRENEY

Omaggio a Pierre Mazeaud

Nell’anfiteatro di S. Chiara, la città di Trento, tramite il suo Festival, rende omaggio al frasncese Pierre Mazeaud, l’uomo che ha fatto la storia dell’alpinismo negli anni ’50 e ’60.
Il giornalista Pietro Crivellaro lo presenta ricorrendo all’epopea delle pagine omeriche esaltante gli eroi come icone di coraggio, di resistenza, di spirito di dedizione e sacrificio. Anche nel nostro tempo compaiono gli eroi in lotta con le incognite delle pareti della montagna. Mazeaud è uno di questi. E’ stato il primo alpinista francese a conquistare l’Everest, ha tracciato prime vie oltre al sesto grado. Il suo nome è legato alle nostre montagne dolomitiche avendo aperto la cosidetta “via dei francesi” sulla parete ovest di una delle cime di Lavaredo. Un’impresa oltre al limite: per sei giorni a martoriarsi sulla parete con cinque bivacchi e l’impiego di 250 chiodi.

I suoi interessi non convergono solo sulla montagna, ma anche sullo studio del diritto mediante numerose pubblicazioni e l’insegnamento all’università di Parigi. Fu ministro dello Sport a metà degli anni ’70, distinguendosi per la famosa legge del ’75 in cui si riconosce giuridicamente la pratica dello sport come funzione etico-sociale dello Stato. Oggi è presidente della Corte Costituzionale francese.
In Italia è uscito un suo libro intitolato La montagna è una parte di me tradotto dalla guida alpina triestina Spiro della Porta Xidias.

Nell’epopea si nasconde pure il brivido agghiacciante della sconfitta: hanno scosso gli astanti le sequenze del film di Lother Braudler in cui si indugiava sui terrificanti momenti della tragedia del Freney. Era la notte del 16 luglio 1961. Mazeaud stringeva disperato e in lacrime l’amico italiano di cordata, Andrea Oggioni: “Mi parlava – commenta Pierre – in delirio, della sua famiglia; io a supplicarlo di vivere, di tener duro. Lo stringevo con disperata dolcezza. Alle due e mezza si spegneva tra le mie braccia”.
In quella stessa notte si spegnevano altri tre alpinisti di quella cordata tragica. Il mattino dopo, lo stesso Mazeaud fu portato in salvo da Walter Bonatti. Ed è stato per Bonatti il commosso grazie da parte di Pierre sul palco del teatro di S. Chiara mentre risuonavano a tutto volume le note del requiem di Mozart.