“Turistas” di John Stockwell

La vacanza dei sogni si trasforma in un incubo

Una vacanza in Brasile. Il sogno di molti turisti. Per i protagonisti del film un vero e proprio incubo. E il desiderio di divertimenti sfrenati lascia ben presto spazio alla ricerca di un espediente per sopravvivere.

“No, ti prego, non farlo, è disumano”. Una ragazza implora un personaggio ancora sconosciuto. Solo una cosa è chiara: l’uomo, che si vede riflesso nella pupilla atterrita della giovane, è il suo carnefice. “Voglio andare a casa”, sussurra ancora. Probabilmente le sue ultime parole. Comincia con una scena d’innegabile effetto il nuovo film di John Stockwell, Turistas. E, spiace dirlo, l’angoscia provocata dall’introduzione non viene superata e neppure eguagliata nei circa 90 minuti seguenti. La trama, per chi ha visto Hostel di Eli Roth, non suona del tutto nuova. Un gruppo di giovani di varie nazionalità si incontrano in vacanza in Brasile. “Era meglio prendere l’aereo” si lamenta lo statunitense Alex (Josh Duhamel) rivolto alla sorella Bea (Olivia Wilde) e alla sua amica Amy (Beau Garrett). Non ha tutti i torti. Il loro autobus finisce pochi minuti dopo sul fondo di una scarpata. Nessun ferito, ma la vacanza è cominciata col piede sbagliato. Lo spettatore che ha seguito la scena iniziale e prestato attenzione, durante i titoli di testa, alle prime pagine dei giornali su misteriose sparizioni di turisti sa che non potrà che andare peggio.

E infatti, arrivati su una spiaggia da sogno, i ragazzi partecipano assieme ad altri vacanzieri a una festa durante la quale vengono drogati e derubati. Al villaggio, in un crescendo quasi kafkiano, dopo aver ferito un bambino nel tentativo di bloccarlo vengono accerchiati dagli abitanti. La polizia è assente e la lingua è un ostacolo insormontabile. A salvarli da una situazione sgradevole per gettarli in un vero e proprio incubo è il brasiliano conosciuto la sera prima, Kiko, che li invita nella casa di suo zio. Inizia quindi un viaggio attraverso la lussureggiante foresta brasiliana, alla volta di un edificio misterioso e isolato: lo scenario ideale per dei delitti.

Interamente girato in Brasile, tra Rio de Janeiro, San Paulo e Lençóis (per le scene delle grotte), il film ha suscitato le proteste del governo brasiliano che ha visto minacciata l’immagine turistica del paese, improntata alla spensieratezza, all’ospitalità e al divertimento. Apprezzato per la fotografia, l’uso del sonoro e le combinazioni cromatiche, Turistas non può essere considerato un B-movie. Stockwell sembra però essere incappato nel più tradizionale errore da film horror. Ha indugiato troppo sulle scene splatter e sugli inseguimenti, dilatandoli al punto di causare qualche sbadiglio, trascurando l’interiorità e lo spessore dei personaggi, piatti al limite della macchietta. Non mette neppure adeguatamente a profitto l’angoscia che coglie l’individuo in balia di una realtà estranea e ostile, dove la Legge è lontana e dietro a ogni nuovo conoscente può celarsi un nemico. A proiezione conclusa è meglio non rimuginare troppo su quanto appena visto. Come nel caso del metallo placcato, basta scalfire leggermente la superficie per accorgersi dell’inganno. Senza il fascino ammaliatore delle immagini, arricchite dagli splendidi paesaggi dell’America latina, la sceneggiatura rivela tutte le sue carenze. Una per una. E alla fine, la morale del film si riduce al consiglio che viene rivolto a degli incauti viaggiatori: “è molto meglio l’aereo”.

Titolo originale: Turistas
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Avventura, Drammatico, Thriller
Durata: 89′
Regia: John Stockwell
Sito ufficiale: turistas.eaglepictures.com/…
Cast: Josh Duhamel, Melissa George, Olivia Wilde, Desmond Askew, Beau Garrett, Max Brown, Raul Guterres, Andrea Leal
Produzione: Stone Village Productions, 2929 Productions, BOZ Productions
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 01 Giugno 2007 (cinema)