“Tutto Shakespeare in 90 minuti” di Long, Singer e Winfield al Leonardo di Milano

La brevità è l’anima della saggezza

Nel volume The Cambridge Companion to Shakespeare and Popular Culture si trova un capitolo, scritto da Peter Holland (Shakespeare abbreviated), nel quale vengono passati in rassegna i vari modi con cui, dal ’600 ai giorni nostri, Shakespeare è stato abbreviato e sintetizzato per essere reso più fruibile oppure per essere parodiato. Tra gli esempi più celebri di queste abbreviazioni c’è quello di Tom Stoppard con 15-minute Hamlet (1976), una delle numerose variazioni che questo autore ha compiuto sull’opera del Bardo, muovendosi, con grande consapevolezza critica, su registri diversi (da Rosencrantz e Guildenstern sono morti a Shakespeare in love). Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield, gli autori di The complete works of William Shakespeare (abridged) e creatori della Reduced Shakespeare Company, non hanno la statura di Stoppard (di cui comunque si dichiarano debitori). Il loro atteggiamento è piuttosto quello di studenti americani in vena di umorismo goliardico. Anche se un brillante saggio che abbiamo letto di recente (S. Boselli, The Synthetic Bard: Dramatic Condensation from the Futurists to the Reduced Shakespeare Company, in “Polymath”, I, 1, 2011) segnala le affinità del loro lavoro su Shakespeare con il teatro sintetico futurista, l’origine ci pare piuttosto da ritrovare in uno spirito alla Mel Brooks (quello che nella canonica ora e mezza sintetizzava l’intera storia dell’umanità: La pazza storia del mondo, 1981). Il loro testo (continuamente premiato, fin dagli esordi, da un meritato successo) è dunque un efficace macchina parodistica che sa ironizzare abilmente sui cliché e le convenzioni teatrali, sulle aspettative degli spettatori e sulla riverenza tributata ai classici.

La versione italiana (Tutto Shakespeare in 90’) che abbiamo visto nei giorni scorsi al Leonardo di Milano aveva debuttato nel 2012, al festival shakespeariano di Verona. Ad interpretarlo erano allora – assieme a Maurizio Lombardi – Andrea Brambilla e Nino Formicola (ossia Zuzzurro & Gaspare). Nel testo di Long, Singer e Winfield, i due comici trovavano pane molto adatto ai loro denti: già in precedenza, infatti, i due proponevano sketch in cui Gaspare costringeva il malcapitato Zuzzurro a recitare versioni ammodernate e abbreviate di testi classici, teatrali o letterari – nello spettacolo Non c’è più il futuro di una volta i due si cimentavano, ad esempio, con Cyrano e con Dante.

Brambilla è venuto a mancare nel corso del 2013, dopo che la tournée era già iniziata. La compagnia si è dunque riformata: al suo posto c’è Alessandro Benvenuti, che è anche il regista dello spettacolo e autore dell’adattamento, mentre nel ruolo dell’attor giovane c’è ora Francesco Gabrielli. Lo spettacolo si conferma molto divertente: i tre hanno ritmo e sanno coinvolgere con consumato mestiere gli spettatori (più volte interrogati e “tormentati”). I meccanismi della parodia variano da un numero all’altro: imperdibili l’Otello trasformato in un rap e lo scoppiettante finale con l’Amleto completato in meno di un minuto e poi riproposto al contrario.

Tutto Shakespeare in 90′ di Adam Long, Daniel Singer e Jess Winfield
Adattamento Alessandro Benvenuti. Regia Alessandro Benvenuti.
Con Nino Formicola, Alessandro Benvenuti e Paolo Gabrielli.
Produzione: a.ArtistiAssociati / Fondazione Atlantide Teatro Stabile Verona.
Visto al Teatro Leonardo di Milano, il 4 novembre 2014.