“U2 3D” di Catherine Owens e Mark Pellington

Il fascino della terza dimensione

Nel 2005 gli U2 erano impegnati nel tour mondiale Vertigo, che ha seguito l’uscita del loro ultimo album, How to Dismantle an Atomic Bomb. Dalle tappe di Buenos Aires e Città del Messico è stato tratto un documentario che riproduce l’esibizione della rock-band irlandese, trasmettendone l’intensità e la passione con le quali è stata vissuta dal pubblico latino-americano.

Scaletta ricca di successi conosciuti in ogni angolo del mondo, movimenti sul palco esteticamente perfetti e un riuscito coinvolgimento testimoniato dalla risposta dirompente del pubblico; questi sono i risultati del concerto, così eclatanti da far invidia a qualunque fan degli U2 non presente alla manifestazione.
L’occasione mancata può però essere recuperata per merito di Catherine Owens, Mark Pellington e una troupe di tecnici, i quali ripropongono il live con l’ausilio della terza dimensione.
Il risultato di questo tentativo è un documentario che, soprattutto nelle prime fasi, risulta avvincente e non solo riproduce gli avvicendamenti sul palco, ma propone un confronto tra lo spettatore seduto sulle poltrone del cinema e quello, allo stadio, che salta sulle note di Vertigo; entrambi sono emotivamente coinvolti dall’energica prestazione degli U2, anche se mediante una partecipazione diversa.

Agli avvicinamenti di Bono verso le macchine da presa corrisponde uno “sfondamento dimensionale”: il leader della band sembra sfuggire alla bidimensionalità dello schermo e proiettarsi direttamente a pochi metri dallo spettatore. Anche gli oggetti sul palco godono di questa mobilità: le aste che sorreggono i microfoni, tra le quali si aggirano le macchine da presa che rincorrono i quattro artisti, sembrano avvicinarsi così tanto da dare l’illusione di poterle toccare e addirittura abbassarle o alzarle come fanno gli eroi del concerto, grazie alla limpidezza dell’immagine.

Gli schermi luminosi, posti alle spalle della band, riproducono immagini e slogan che offrono diversi spunti di riflessione. Su questi schermi scorrono frasi pacifiste e la lista dei diritti umani, mentre il cantante, prima di dare inizio all’esecuzione di One, ricorda come il popolo argentino e quello irlandese, nonostante le loro diversità, siano entrambi accomunati da un passato di sangue, da ricordare per sperare in un futuro migliore.
Non è necessario essere un fan degli U2 per apprezzare questo documentario; a differenza di altri prodotti del genere, la forma estetica prescinde dai contenuti (in questo caso dalla musica) e la band deve condividere il ruolo di protagonista con gli espedienti tridimensionali, grazie ai quali l’insieme acquista un tono suggestivo e originale.


TRACKLIST

1. Vertigo

2. Beautiful Day

3. New Year’s Day

4. Sometimes You Can’t Make It on Your Own

5. Love and Peace or Else

6. Sunday Bloody Sunday

7. Bullet the Blue Sky

8. Miss Sarajevo

9. Pride (In the Name of Love)

10. Where the Streets Have No Name

11. One

12. The Fly

13. With or Without You

14. (durante i titoli di coda) Yahweh

Titolo Originale: U2 3D
Nazione: U.S.A
Anno: 2007
Durata: 85′
Regia: Catherine Owens, Mark Pellington
Cast: Bono, Adam Clayton, Larry Mullen jr., The Edge.
Genere: Documentario
Data di Uscita nelle sale: 24 aprile 2008

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Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei Giornalisti del Veneto dal 2010. Vincitore del concorso di critica cinematografica "Premio Alberto Farassino" nel 2008 e selezionato fra gli autori pubblicati nel volume "53 esordi critici" (ed. Lampi di stampa, 2009), collabora con la rivista online NonSoloCinema dall'autunno del 2007. Appassionato di cinema classico, ha concentrato l'attività di collaborazione per la Sezione Cinema partecipando come inviato a numerosi festival cinematografici. Dal 2009 è Presidente dell'associazione culturale Cineforum Labirinto, aderente al CINIT - Cineforum Italiano, che organizza proiezioni, corsi e incontri cinematografici nella città di Treviso.