“ULTRAVIOLET” di Kurt Wimmer

Il ritorno del vampirismo

Alla fine del ventunesimo secolo, un male conosciuto con la denominazione di “emofagia”, una sindrome genetica simile al vampirismo, minaccia l’esistenza di una sottocultura umana pronta allo scontro civile. Un’infetta di nome Violet, assetata di vendetta, riceve il compito di proteggere Six, un bambino dal futuro infausto.

Il film diretto da Kurt Wimmer, regista di Equilibrium, è stato girato completamente in digitale ad alta definizione. L’impatto visivo della pellicola, nonché l’elevata fascinazione derivante dalle scenografie e i costumi utilizzati, sono in linea con una visione altamente qualificata di una fotografia intensa e a tratti suggestiva. L’attrice Milla Jovovich, reduce da successi come Resident Evil, torna sul grande schermo vestendo i panni della guerriera dal cuore buono, l’eroina che fa stragi di sangue tentando di sopravvivere alle discriminazioni e alle dominazioni di un governo totalitario e oppressivo. Il film, ambientato nel futuro prossimo delle trasformazioni genetiche, è una miscela esplosiva d’azione e d’effetti speciali. Particolare attenzione è stata dedicata alla realizzazione delle scene di combattimento, vere e proprie danze d’arti marziali e di ginnastica acrobatica. I duelli infatti, sono stati curati per trovare il giusto equilibrio tra scene girate dal vivo ed effetti speciali generati al computer, come i tanti visual effect utilizzati per evidenziare le innumerevoli capacità sovraumane degli individui emofagi. Nel film, questi esseri geneticamente modificati non hanno solamente un’attrazione morbosa per il sangue umano (da qui il riferimento agli antichi trattati sul fenomeno del vampirismo), ma anche un’abilità fisica e intellettiva fuori dal comune.

Nella pellicola di Wimmer c’è un singolare uso dei colori e del loro simbolismo. Il contrasto cromatico suggerisce un’atmosfera notturna particolarmente luminosa, fatta di forti vibrazioni.
Il continuo riferimento nel percorso narrativo del film al fenomeno del vampirismo e dell’antropofagia, in altre parole quello concernente la possibilità di nutrirsi di carne umana e di sangue, è di grande importanza nello studio della simbologia di appartenenza.
Wimmer presenta una serie di elementi grafici particolarmente interessanti: il simbolo dell’arciministero del governatore Daxus, il dittatore che vuole distruggere la razza sovraumana, e la forma a croce della città futuristica dove risiede il tiranno, sono entrambi chiari riferimenti alla tradizione popolar cristiana, all’opposizione di quest’ultima al fenomeno del cannibalismo. L’intento del regista è quello di evidenziare una fitta rete di relazioni nel tentativo di rivelare la fusione tra passato e presente, tra bene e male, tra ciò che è umano e ciò che non lo è.

Dal punto di vista del contenuto, il film pone una serie di interrogativi che possono risultare interessanti, ma sul piano della sceneggiatura il lungometraggio non è altrettanto soddisfacente. I dialoghi tendono all’uso costante di frasi fatte d’ispirazione fantasy, vagamente somiglianti per struttura e forma a film cult come Blade e X-men.
Il montaggio serrato e gli improvvisi spostamenti di macchina creano nello spettatore disorientamento. Un film complesso e ambizioso, troppo incentrato sulla figura di Milla Jovovich nei panni di Violet, una guerriera top model troppo bella per essere buona.

Titolo originale: Ultraviolet
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Azione, Fantascienza, Horror
Durata: 88′
Regia: Kurt Wimmer
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/ultraviolet
Cast: Milla Jovovich, Cameron Bright, Nick Chinlund, William Fichtner, Sebastien Andrieu, Ida Martin, Ricardo Mamood, Steven Calcote
Produzione: Ultravi Productions Inc., Screen Gems Inc.
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 16 Giugno 2006