“UNA STORIA AI DELFINI” DI Maria Giovanna Luini

Raccontando ai delfini

Una storia ai delfini” è un romanzo scritto da un’autrice che si muove ormai da tempo e con disinvoltura nel mondo della narrativa italiana, pur non facendo carovana con certe scie mondano-letterrarie. Lo pubblica la casa editrice Edizioni Creativa in una collana “Declinato al femminile”, tesa a promuovere la marcata presenza di modalità inerenti alla conquista espressiva e all’esercizio della parola.

E’ la storia di Lucia, donna mai impudente, né languida o vittoriosa, ma al contrario onesta, selvaggia ed eccentrica. La fragilità e la fatica di sopravvivere in perenne tensione con il sesso opposto, fanno di lei Un’anima grande che non sa adattarsi al mondo, in un rapporto obliquo e dolente con la vita.
Il suo racconto scivola via, con una guizzante vivacità di scrittura che piace al lettore, il quale fin dalle prime pagine è irretito nella parte del testimone capitato per curiosità in casa d’altri; anche se qui la protagonista risiede in realtà a bordo di una vecchia imbarcazione malandata, abitando le pieghe obliate di un’esistenza spesa tra le sale operatorie, in cui svolge la professione di chirurgo, e la frequentazione irrinunciabile della lettura. Nulla ormai la conquista più della parola scritta, un rifugio sicuro, uno strappo da se stessa a cui si affida in un ripiegamento mite e doloroso, che approda inevitabilmente ad un destino di solitudine.
Il libro ha il tono della tristezza dei sogni infranti, di chi un giorno ha creduto che la cultura e la felicità fossero altrettanti strumenti per entrare nei disegni della realtà spingendola avanti.
L’atmosfera è quella di un paesaggio squassato dalle turbolenze di una violenta perturbazione, un giardino di petali caduti. Sotto i nostri occhi non accade nulla, perché tutto è già successo precedentemente, e restano solo da fare i conti con i ricordi di un abisso spalancato appena dietro di noi, di una lacerazione irreparabile del delicato tessuto umano.

Con un linguaggio scarno ed implacabile ma privo di risentimento, Maria Giovanna Luini lascia che gli avvenimenti vengano raccontati da Lucia a distanza di tempo, gestendo con lucidità una narrazione che succhia con onestà e fermezza tutti i frutti, anche i peggiori della sua esistenza. Fruga senza pietà nel proprio passato, riesumando errori dettati da una mal riposta acquiescenza alla condizione coniugale, lo stordimento doloroso provocato dalla fine di un amore, la gioia intensa regalata dalla nascita di un figlio e la cupa disperazione, che non trova conforto, prodotta dall’effetto invasivo della morte.
E dal racconto spira una sorte di pena rassegnata di chi è sprofondato negli abissi dell’esistenza senza dare libero corso al rancore, ma affidando il proprio lamento unicamente ai delfini, nuovi compagni di strada agili e sorridenti.

Maria Giovanna Luini si confronta coraggiosamente con i due grandi temi secolari della morte e dell’amore, romanzati e filmati migliaia di volte, evitando tuttavia qui di produrre banali luoghi comuni. Fondato sulla relazione tra il dato biografico e la sua trascrizione, l’intero libro è punteggiato dalla messa in scena di questa endiadi. Ma il prevalere della narrazione sulla descrizione delinea una cifra stilistica che consente all’autobiografismo di prendere il sopravvento sull’autoritratto e alla parola sullo spazio. Il respiro della sua scrittura gelida ed incisiva, apparentemente priva di effetti suggestivi, reca in realtà il segreto dell’essenzialità coinvolgente ed emozionante, e commuove suo e nostro malgrado.

Maria Giovanna Luini
Una storia ai delfini
Edizioni Creativa – 2007
Introduzione di Umberto Veronesi