“Ultimatum alla Terra” di Scott Derrickson

Alieno pollice verde

Allarme sulla Terra. La giovane scienziata Helen Benson (Jennifer Connelly) viene reclutata dal governo degli Stati Uniti per far fronte alla minaccia aliena che si sta avvicinando al nostro pianeta. Dopo l’atterraggio in un oggetto non identificato nel centro di New York, si presenta al mondo un essere di nome Klaatu (Keanu Reeves) che ha una missione: dichiarare un ultimatum agli abitanti della Terra diventati ormai una minaccia per l’Universo. Dal rifiuto di ascoltarlo, Klaatu non può far altro che assistere all’inizio del processo di distruzione della Terra mentre Helen prova a spiegargli che l’animo umano è anche in grado di amare.

Rifacimento del grande cult di fantascienza diretto da Robert Wise nel 1951, Ultimatum alla Terra ha una struttura adatta a parlare di attualità, del problema ecologico e della sostanziale irresponsabilità dell’uomo nei confronti del prossimo, sia esso terrestre o alieno. L’impianto della pellicola però è meno raffinato di quello precedente; mentre il film di Wise a suo tempo era stato rivoluzionario perché partendo dalla tematica aliena imbastiva un discorso allegorico legato ai primi sviluppi della Guerra Fredda e alla tematica della minaccia comunista aprendo le porte all’idea di una responsabilità comune nei confronti delle sorti (catastrofiche) del mondo, il film di Derrickson si ferma a un primo e unico livello di rappresentazione della condizione attuale del pianeta Terra.

Ecco allora che vengono presentati i nuovi (presunti?) equilibri sociali. Il ruolo femminile che nel film di Wise era collaterale ora diventa predominante. La dottoressa Benson non è solo la madre del bambino che intrattiene un rapporto particolare con l’alieno Klaatu come nella precedente pellicola, ma è la principale depositaria dell’istanza di vita e dell’animo compassionevole del genere umano. Il piccolo Jacob è un bambino di colore alle prese con il dolore per la scomparsa del padre. L’incapacità di accettare la morte del genitore è più forte della scoperta della presenza aliena. Una figura quella dell’alieno che per dialogare con il genere umano attua un processo di vera rigenerazione del proprio corpo assumendo le sembianze di un essere umano. La somiglianza però non aiuta al dialogo con i rappresentati della Terra. Il processo alle intenzioni “aliene” da parte del governo americano fa sì che alla proposta di dialogo si passi direttamente all’azione, e l’azione in questo caso vuol dire distruzione del pianeta.

La ricorrenza per i sessant’anni dalla firma della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo (10 dicembre 1948) deve far pensare che forse oggi è arrivato il momento, come era stato allora dopo la tragedia della Seconda Guerra Mondiale, di regolamentare anche i diritti dell’ambiente, altrimenti solo un alieno con il pollice vedre potrebbe salvare la fauna dalla situazione apocalittica che contribuiremmo a creare, portando in salvo tutte le specie viventi in una sorta di arca formata da sfere, ad eccezione di quella “tumorale” del genere umano prima del definitivo collasso del pianeta Terra.

Il cinema contemporaneo sembra essere piuttosto focalizzato nel rappresentare gli effetti devastanti di una Natura in rivolta contro le deturpazioni prodotte dalla mano dell’uomo. E Venne il Giorno di M. Night Shyamalan ma anche l’ultimo film di Gabriele Salvatores Come Dio Comanda percorrendo generi diversi ci stanno dicendo la stessa cosa: l’uomo è un cancro per la Terra.

Titolo originale: The Day the Earth Stood Still
Nazione: U.S.A
Anno: 2008
Genere: Fantascienza, Drammatico
Durata: 103’
Regia: Scott Derrickson
Sito ufficiale: http://www.thedaytheearthstoodstillmovie.com/
Cast: Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Kathy Bates, Jaden Smith, John Cleese
Produzione: Dune Entertainment, 3 Arts Entertainment
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 12 Dicembre 2008