“Una casa alla fine del mondo” di Michael Mayer

Due padri per una bambina

Venezia Mezzanotte
E’ la storia di Jonathan e Bobby. Due ragazzi che crescono insieme a Cleveland,
diventano amanti nell’adolescenza, per poi separarsi durante gli anni del
college. Si ritrovano anni dopo a New York. Jonathan ora vive con una donna
eccentrica di nome Clare. Bobby si trasferisce a casa loro ed inizia una
relazione con la ragazza del suo amico. L’amicizia tra i due e il loro vecchio
amore verrà messo a dura prova da questo strano menage a trois.

E’ possibile costruire una famiglia in tre” O meglio, è semplice riuscire
a mantenere un equilibrio emotivo quando si amano due persone nello stesso
momento” Questi sono solo alcuni dei quesiti sollevati dal film di Michael
Mayer che segna il debutto come regista cinematografico. Presente nella
sezione Mezzanotte, interamente dedicata al cinema di genere, la pellicola
è tratta dal fortunato libro di Michael Cunningham (Una casa alla fine del
mondo – Bompiani, Letteratura), lo stesso scrittore di The Hours. Nella
trasposizione l’aspetto che si perde maggiormente è legato direttamente
alla raffigurazione dei personaggi. Ogni capitolo si intitola con il nome
di uno dei protagonisti e la vera forza del romanzo sta proprio nel fatto
che è scritto tutto in prima persona singolare ma da più punti di vista
” dei due ragazzi, della madre di uno dei due, della donna che condividono
a modo loro.

Così facendo, oltre a sentirsi sempre al centro della scena, il lettore
impara a conoscere i personaggi dall”interno di se stessi, a calarsi di
volta in volta nei panni dell”uno o dell”altro e a vivere la storia come
uno di loro. Grazie alla continua presenza di dialoghi, le complessità relazionali vengono continuamente analizzate. L”autore sembra non esserci mai, rimane esterno e, soprattutto, non giudica né commenta ciò che avviene. Nel film, invece, si perde questa componente e i ritratti vengono, per lo più, accennati senza capire fino in fondo cosa spinge i tre a realizzare un progetto familiare così impegnativo e difficoltoso. E’ il personaggio interpretato da Colin Farrell ad apparire più ambiguo. Spesso sembra giocare un ruolo di “bilanciere” tra due poli apparentemente distanti quando, in realtà, è anche lui vittima di un meccanismo impossibile da sciogliere in maniera univoca.

Una particolare sottolineatura per l’interpretazione di Sissy Spacek che
riveste il ruolo della madre di Jonathan. Quando si unisce ai ragazzi, ancora
giovani, per fumare una canna il film assume un’atmosfera estremamente reale.
Ed è forse lei con il suo sguardo distaccato (in quanto esterno) a riempire
i vuoti narrativi che possono nascere durante la visione.

Titolo originale: A home at the end of the world
Nazione: U.S.A.
Anno: 2004
Genere: Romantico
Durata: 89′
Regia: Michael Mayer
Sito ufficiale: wip.warnerbros.com/ahome
Cast: Colin Farrell, Robin Wright Penn, Sissy Spacek, Dallas Roberts
Produzione: John Hart, Tom Hulce, Pamela Koffler, Hunt Lowry, Katie
Roumel, Jeff Sharp, Christine Vachon, John Wells
Distribuzione: Mediafilm
Data di uscita: Venezia 2004 –
17 Ottobre 2004