Una giovane coppia in crisi, sulla via del divorzio, resta bloccata in una sperduta stradina di campagna, con la macchina in panne. Costretti ad avventurarsi a piedi, David e Amy, decidono di passare la notte in un vecchio Motel, a pochi chilometri dalla macchina ormai fuori uso. Nella sporca e sudicia camera, una pseudo “suite della luna di miele”, i due trovano numerose videocassette anonime. Ben presto si rendono conto di guardare degli snuff movie girati proprio all’interno della loro stanza. Un nuovo film è appena iniziato, e loro stessi ne sono gli sfortunati protagonisti.
Allettanti titoli di testa – fatti di vorticose scritte che si allungano come fossero gocce di sangue che colano lente – si accorpano e vanno a formare un labirinto. Emergono alcuni numeri, e di colpo ci si trova di fronte alla targa di una macchina, che procede lenta sulle stradine di una sperduta zona di campagna. Queste le prime e accattivanti battute di Vacancy, titoli di testa che si fondono e si contaminano con il film stesso; pochi secondi e si è già catapultati all’interno della vicenda, con l’acquolina in bocca.
Ma è solo l’inizio. Purtroppo per noi infatti, è la storia a non essere originale, a non tenere certamente il passo con alcuni picchi di regia che danno un certo spessore al film, distinguendolo quantomeno dai vari “figli” che questo filone estivo partorisce senza sosta. Una sceneggiatura che sembra volersi ostinare a seguire la strada dei cliché, invece di imboccarne delle nuove: la macchina che si ferma sempre nel nulla più oscuro, i cellulari che non prendono mai, il pervertito di turno che è sempre più attrezzato della polizia e… Ci fermiamo qui, per non cadere anche noi nel pericoloso vortice delle inutili ripetizioni.
Proprio per il suo originale approccio alla regia, il ritorno di Antal sui grandi schermi era atteso già da tempo, ovvero dal lontano Kontroll, pellicola d’esordio del 2003. Il film mise in evidenza, da subito, lo straordinario stile con il quale il regista realizza i suoi film, anche e soprattutto in ambienti ristretti, come una metropolitana, nel caso di Kontroll, o la stanza di un Motel, in questo Vacancy.
Il film, nonostante la marcata prevedibilità di cui sopra, riesce a mantenere un buon ritmo e una buona dose di suspance, sorretto da un’efficace atmosfera thriller, claustrofobica e malata. Non passa di certo inosservata la fotografia, curata a quattro mani dallo stesso Antal e da Andrzej Sekula, già direttore della fotografia di Le Iene e Pulp Fiction di Tarantino. Accennati, quanto basta, alcuni giochi di luce sui volti dei protagonisti ma anche e soprattutto durante il gioco delle parti tra i due assassini, che entrano ed escono dalla stanza, confondendo e ammaliando lo spettatore.
Gradiranno il nuovo lavoro di Antal gli amanti di questo inarrestabile filone pseudo-horror, che alimenta la suspence con torture, carneficine e strani assassini; per chi invece gradisce all’interno di questo genere del sano splatter o magari trame più corpose, Vacancy risulterà forse anche un tantino irritante.
Titolo originale: Vacancy
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Thriller
Durata: 80’
Regia: Nimród Antal
Sito ufficiale: www.sonypictures.com/movies/vacancy/
Cast: Kate Beckinsale, Luke Wilson, Frank Whaley, Ethan Embry, Davis Doty
Produzione: Hal Lieberman Company, Screen Gems
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita: 20 Luglio 2007






