VENEZIA TRA ARTE E GUERRA

Venezia mostra le sue guerre attraverso l'arte

Al museo Correr di Venezia quadri, disegni, fotografie che testimoniano il ruolo di Venezia nei conflitti bellici dal 1866 al 1918.

Il binomio arte e guerra non è di facile lettura in questi ultimi anni perché, quando si sente parlare di arte in un contesto di guerra, è sempre per descrivere gli innumerevoli danni provocati ad opere d’arte, ma non si pensa mai che attraverso l’arte si possa leggere una guerra.

La mostra ‘Venezia tra arte e guerra ‘, curata dalla soprintendenza per i beni architettonici e dai musei civici veneziani, propone al visitatore di leggere le guerre che hanno toccato Venezia dal 1866 al 1918 attraverso i dipinti e le immagini di celebri pittori del calibro di Giulio Aristide Sartorio, Giovani Fattori e Anselmo Bucci. Una prospettiva molto particolare che viene accompagnata costantemente dall’aspetto storico dei conflitti: modellini di navi da guerra, polene – splendida quella Kaiserin Elisabeth del 1854 che ritrae l’imperatrice Sissi guarnita di pizzi sul vestito e collana – vecchie divise e vecchie foto risalenti al primo conflitto Mondiale che ritraggono i mezzi di difesa attuati per proteggere la basilica di San Marco e il Palazzo Ducale.
Il clima che si respira visitando la mostra è quello di una febbrile collaborazione tra mondo culturale e mondo bellico. I pittori qui presenti non sono offerti come autori da inserire nella Storia dell’arte, ma come Giornalisti della vicenda bellica, inviati speciali che, invece della cinepresa, utilizzavano pennelli e carta per rappresentare la guerra moderna.

Non ci dobbiamo stupire che il paesaggista Ippolito Caffi faccia dei piccoli e delicatissimi acquarelli in cui rappresenta varie navi da guerra come la Pirofregata di Villafranca del 1866 o che Giovanni Fattori si faccia testimone di uno Scoppio di in cassone d’artiglieria in cui il movimento concitato della scena viene dato dal mischiarsi dei corpi degli uomini con quelli dei cavalli. Ovviamente non tutti i quadri presenti sono dell’ottimo livello dei precedenti: l’episodio della battaglia di Lissa di Ludwig Edler Rubelli è di una rigidità terribilmente anti pittorica e i dodici disegni di Anton Perko sono istantanee di battaglie quasi prive di qualsiasi interesse artistico.
La parte più interessante è quella dedicata al Primo conflitto mondiale, non solo perché si tratta di un pezzo della storia italiana molto celebre, ma anche perché è quello più documentato dalle abili mani dei pittori e dalle prime fotografie che ci hanno restituito i metodi di difesa di Venezia per proteggere la basilica di San Marco e il Palazzo Ducale. E’ veramente straordinario vedere come sacchi di sabbia proteggessero i mosaici della Basilica, o come una costruzione di mattoni ricoprisse la porta della charta del Palazzo Ducale.

Ed è in questa sezione della mostra che si scoprono tendenze poco note di celebri pittori come Italico Brass, Anselmo Bucci o Giulio Aristide Sartorio. Italico Brass, conosciuto soprattutto per i mille volti di Venezia che ha ritratto nella sua delicata pittura di genere, ci mostra un abile realismo nel ritrarre marinai alle prese con i combattimenti come in ‘Scena navale ‘ un carboncino quasi monocromo in cui l’unico colore è quello del tricolore che sventola simbolicamente sullo sfondo.
Anselmo Bucci, fondatore del movimento Novecento, sa essere molto realistico nel mostrare la vita sul fronte tra le mille avversità come in Il freddo, ma dipinge anche un quadro di grande suggestione come Ritratto di marinaio del 1918: un marinaio guarda lontano con lo sguardo che cerca la linea dell’orizzonte che separa la sua vita, il mare, dal cielo.

Giulio Aristide. Sartorio abbandona i toni simbolistici classicheggianti per offrire al visitatore la realtà di Venezia sotto il fuoco nemico con Attacco aereo di Venezia del 1918 con i fuochi della contraerea che brillano nel buio o San Marco senza cavalli testimonianza delle opere di difesa. Su questo tema si muove anche Emma Ciardi con Ritorno del Colleoni che descrive la collocazione della statua dopo la rimozione per proteggerla.
Questa mostra è una delle poche esposizioni che soddisfa un ampio pubblico in quanto può essere letta sotto numerosi punti di vista: l’aspetto storico e tecnico della guerra può interessare tanto lo storico veneziano quanto il patito di tecniche belliche mentre la grande presenza di quadri rende interessante la mostra al cultore delle belle arti.

VENEZIA TRA ARTE E GUERRA 1866-1918
Museo Correr – Sale Sansoviniane della Biblioteca Nazionale Marciana (Piazza San Marco)
Orario:tutti i giorni 9-17
Ingresso con il biglietto del Museo Correr
www.museiciviciveneziani.it
Catalogo: Mazzotta (euro 45)