Venerdì 24 maggio, al Teatro Aurora di Marghera, continua la Stagione di Teatro Contemporaneo

con uno spettacolo ispirato ai testi del grande drammaturgo spagnolo "...MENTI": LO SPETTATORE INTELLIGENTE DI SANCHIS SECONDO GLI ALLIEVI DELL'ACCADEMIA TEATRALE VENETA

Lo spettacolo è interpretato dagli allievi del terzo anno, che concludono il loro percorso di diploma, diretti da Adriano Iurissevich. continua la sua politica di attenzione verso i nuovi talenti del territorio

Prosegue con gli allievi attori dell’Accademia Teatrale Veneta la Stagione di Teatro Contemporaneo del Teatro Aurora di Marghera: venerdì 24 maggio (ore 21) gli studenti del terzo e ultimo anno presentano al pubblico “…MENTI”, diretti da Adriano Iurissevich.
Lo spettacolo, che vede impegnati gli allievi attori giunti ora al diploma di attori professionisti (L’Accademia è organismo di formazione accreditato dalla Regione del Veneto), presenta testi liberamente ispirati alle opere del drammaturgo spagnolo contemporaneo Josè Sanchis Sinisterra e scritti dagli allievi dei corsi Autori e Regia della Scuola Paolo Grassi di Milano: le tavole dell’Aurora saranno, ancora una volta, palcoscenico per i nuovi giovani talenti della scena attuale.
Ed è proprio una precisa progettualità attenta al nuovo a teatro, agli emergenti e alle giovani generazioni che anima la programmazione al Teatro Aurora: a tal proposito è stata fissata al 30 maggio (ore 21) la data di debutto di LEAR/DEL CONFLITTO GENERAZIONALE, lo spettacolo che conclude la prima edizione del progetto di residenza Sala Travaglio di Questa Nave, che da ottobre ha coinvolto Empusa Teatro, H20 non potabile, ItinerisTeatro, tre giovani formazioni del veneziano.

In “…MENTI” protagonisti saranno gli allievi-attori dell’Anno di specializzazione Claudia Bellemo, Silvia De Bastiani, Gabriele Genovese, Michele Guidi, Giulia Manfio, Rossana Mantese, Lucia Messina, Elena Nico, Elisa Pastore, Margherita Piccin, Alessandra Quattrini e Samantha Silvestri. La supervisione costumi è di Licia Lucchese, le luci sono firmate da Domenico Migliaccio e il trucco è realizzato dalle allieve dell’Accademia di Trucco professionale Kryolan Venice.
Scrive Adriano Iurissevich: “José Sanchis Sinisterra è drammaturgo, scrittore, saggista, regista e pedagogo, rappresentato in tutto il mondo. Autore di numerosi testi e saggi, instancabile teorico, insegnante e promotore di progetti, è indiscusso caposcuola della nuova drammaturgia spagnola (quella postfranchista). Tra i suoi allievi più conosciuti annovera Juan Mayorga, Rafael Spregelburd, Sergi Belbel. Il teatro di José Sanchis Sinisterra, testi e saggistica, è poco visitato dalla critica teatrale italiana e poco conosciuto dal grande pubblico del nostro paese. Del resto non è a questi che si rivolge, non certo per snobismo, anzi, pochi autori amano il pubblico come Sanchis, tanto da chiedergli di “riempire i vuoti” lasciati aperti dalla scrittura, ipotizzare soluzioni, “retroalimentare” l’evento scenico e, come Sanchis dice: portarsi i compiti a casa. Tutto ciò deve essere inteso come un gesto morale e politico. Sanchis rispetta il suo spettatore. Non lo tratta come un consumatore passivo, che paga affinché lo intrattengano. Non si dirige al suo stomaco, bensì alla sua intelligenza. Lo spettatore di Sanchis non può accontentarsi di guardare; deve leggere. Deve leggere anche quello che non è scritto. Deve scrivere e nel gesto di interpretare interpreta sé stesso, conosce sé stesso nella specularità della scrittura”.

I testi dello spettacolo sono ispirati a raccolte di testi brevi i cui titoli sono già evocativi: “Pervertimenti”, “Vuoto”,“Gesti per niente”,“Chiaroscuri”, e da strutture improvvisative. L’ultimo brano, “Disoccupati” è frutto di una lavoro condotto da Sanchis con gli allievi del corso di drammaturgia della scuola civica “Paolo Grassi” di Milano con cui l’Accademia Teatrale Veneta collabora.
Conclude Iurissevich: “Nella messinscena, anche in virtù del fatto che si tratta dello spettacolo di fine corso di una scuola di Teatro, la scelta è stata di focalizzarsi fondamentalmente sul lavoro d’attore, affidando a lui la massima parte della responsabilità (ed è compito impegnativo) di rendere il fascino di una scrittura poco rassicurante e ambigua, che non si regge in piedi da sola”.

“…MENTI” andrà in scena anche al Teatro Junghans di Venezia il 31 maggio e il 1 giugno (ore 20.30) e il 6 giugno (h 17).