Venezia 61. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. 1-11 settembre Venezia-Lido
Sembra essere “nuovo” l’aggettivo ricorrente nella sezioni collaterali della sessantunesima edizione del Festival di Venezia. Orizzonti, Mezzanotte e Cinema Digitale rappresentano al meglio il cambio di direzione della Mostra di quest’anno.
E’ forse con queste tre sezioni che il neo-direttore Marco Müller vuole ribadire quella “pulizia-precisazione” che dovrebbe rappresentare una delle linee di forza della programmazione cinematografica. In ognuna delle tre verranno presentati lungometraggi in anteprima mondiale o comunque non ancora proiettati pubblicamente fuori del paese d’origine e in Italia. La provenienza geografica delle pellicole è estremamente diversificata: Argentina, Romania, Spagna, Finlandia, Iran, Sud Africa, Malesia, Corea, Ungheria, Algeria, Canada, Australia. Se Venezia Orizzonti e Cinema Digitale prediligono l’aspetto formale e strettamente stilistico facendo il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema e le possibilità espressive legate alla diffusione delle fresche tecnologie, il ritorno di Venezia Mezzanotte si sofferma decisamente sul cinema di genere, offrendo opere ad alta spettacolarità. Tra le undici pellicole di questa sezione anche due film italiani: Occhi di cristallo di Eros Puglielli con Luigi Lo Cascio e Volevo solo dormirle addosso di Eugenio Cappuccio.
Nella sezione Orizzonti pellicole di esordienti come Valia Santella (produzione Sacher ed un piccolo ruolo di Nanni Moretti) con Te lo leggo negli occhi e ritorni come quello di Vincenzo Marra, Vento di Terra. Tra gli eventi speciali un “cortissimo” come il film d’animazione dell’artista sudafricano William Kentridge (che firma anche la sigla del Festival) Tide Table ed un “lunghissimo” come il terzo capitolo della saga tedesca Heimat di Edgar Reitz.
Nel Cinema Digitale, gli amanti di Greenaway vedranno concludersi la saga di Tulse Luper Suitcases nel terzo episodio che ospita ben tre attrici italiane (Isabella Rossellini, Anna Galiena, Ornella Muti). Sono proprio gli italiani ad affollare questa sezione soprattutto nello spazio Eventi: Mimmo Caolopresti con L’ora della Lucertola, Giovanna Gagliardo (Bellissime), Luca Guadagnino (Cuoco contadino), Piero Golia e il trittico Spinola – Della Casa – Calvelli con il corto Colpi di Luce. Molta curiosità per Embedded di Tim Robbins, premio Oscar 2004 per “Mystic River” come miglior attore non protagonista. E’ una commedia dai toni fortemente satirici in cui le critiche al conflitto iracheno partono dalle trame di Bush per far scoppiare la guerra fino alla figura dei giornalisti “arruolati” che dovrebbero fare cronaca obiettiva. I riferimenti non vengono particolarmente nascosti neanche nei nomi dei personaggi. Tra questi, Rum-Rum (Donald Rumsfield) e Jen Jen (ricordate il soldato Jessica Lynch?) le cui sofferenze vengono romanzate dal governo e dai giornalisti per sensibilizzare l’opinione pubblica.
Scomodo per tutti, lo spettacolo è stato criticato oltre che dai neoconservatori anche dagli ultraliberali.
La presenza di Mike Figgis come presidente della giuria Venezia Digitale è doppiamente significativa: ribadisce un percorso intrapreso dal regista stesso all’inizio del 2000 con Timecode e nello stesso tempo conferma l’avanzare di un linguaggio capace di trasformare e manipolare l’immagine a proprio piacimento. Da segnalare, inoltre, la sezione speciale, Africa Digitale, interamente dedicata ad alcuni registi sudafricani che presenteranno il film “Yizo Yizo” sul post apartheid.
Oltre ad un nutrito palco di prime opere, un’importante iniziativa del festival di Müller è senz’altro quella denominata “Storia segreta del cinema italiano”, volta a recuperare, ai fini del restauro e di una maggiore visibilità, tutta una serie di pellicole nostrane poco viste e misconosciute, fra cui moltissimi nomi del cinema di genere ormai di culto (Di Leo, Castellari, Freda, Margheriti) e persino qualche titolo underground. Un’iniziativa dunque che si pone come trampolino di lancio per un’attività che proseguirà, è stato dichiarato, ben oltre la durata del festival veneziano.