Venezia 69 “L’Homme Qui Rit” di Jean-Pierre Ameris

Da Victor Hugo al grande schermo una favola barocca

Fuori Concorso
In una notte di bufera, tra tuoni e mare in tempesta, nell’Inghilterra del VIII secolo un bambino vaga nella neve con in braccio una bambina. Si chiama Gwynplaine, ha i capelli neri e ribelli e una cicatrice che gli sfregia il viso imprimendogli un tragico sorriso.

Gwynplaine è stato abbandonato dai Comprachicos, ladri di bambini, che l’avevano rapito e sfregiato qualche anno prima. Il bambino riesce a raggiungere la baracca di un uomo, Ursus (Gérard Depardieu); il ragazzino ha bisogno di essere scaldato, per la piccola, che Ursus chiamerà Déa, il freddo è stato feroce, bruciandole la vista.
Ursus accoglie i due bambini come fossero figli, proteggendoli dalla cattiverie altrui, facendo diventare virtù le loro menomazioni.

Con il loro carrozzone, il trio viaggia di villaggio in villaggio, in un Inghilterra buia e umida, unendosi alle fiere, ai circhi, dove “fenomeni da baraccone,” divertono i nobili. I numeri teatrali che Ursus mette in scena sono i più affollati. Le storie raccontate dall’uomo, interpretate da Gwynplaine e Dèa, riescono sempre a commuovere. Il tempo passa e i due ragazzi crescono. Ursus inventa continuamente nuove storie, adattandole all’età dei suoi “figli”, da racconti per bambini diventano struggenti opere d’amore.
Ma un giorno, una nobildonna assiste al loro spettacolo; un giorno che cambierà sempre il destino di Gwynplaine e della sua famiglia. Il ragazzo, l’uomo che sorride si scopre essere l’erende di un marchese. Rapito nella culla e venduto ai Comprachicos, si ritrova circondato da fiocchi, drappi e cerone. Ma la ricchezza che lo abbaglia subito, ben presto gli ricorda le sue origini e la famiglia che lo ha accolto e amato.
Gwynplaine non riesce a vivere in un mondo di ipocrisia, che ha sempre disprezzato i miserabili come lui.

Jean-Pierre Ameris dirige per il grande schermo un’opera tratta dal romanzo di Victor Hugo L’uomo che ride: “Era un mio sogno adattare per il cinema L’homme qui rit di Victor Hugo. Volevo trattarla come una favola per rendere più vivace il carattere atemporale e universale del racconto, per affascinare, catturare, emozionare, per ritrovare il piacere infantile di stare ad ascoltare una bella storia con ripercussioni profonde.”

Non è facile dare immagini alle parole poetiche e crude di Victor Hugo, alle sue storie disperate, umane, struggenti. La favola barocca di Ameris riesce a emozionare per l’adattamento scenico teatrale e cupo.
Un’interpretazione toccante per una storia fatta da sentimento e dialoghi attualissimi.

Fuori Concorso alla Mostra del cinema di Venezia, L’homme qui rit regala una magia, anche anche all’imponenza di un eccelso Depardieu.

Titolo originale: L’homme qui rit
Nazione: Francia, Repubblica Ceca
Anno: 2012
Genere: Drammatico
Durata: 95′
Regia: Jean-Pierre Ameris
Cast: Gérard Depardieu, Marc-André Grondin, Christa Theret, Emmanuelle Seigner
Produzione: Europa Corp.

Data di uscita: Venezia 2012