Venezia 69: “No quiero dormir sola” di Natalia Beristain

4. Settimana della Critica
Amanda viene da una famiglia di attori. Suo padre è una star famosa, e sua nonna Lola era un diva del cinema ora affetta da Alzheimer. Quando le sue condizioni peggiorano, Lola viene ricoverata in una casa di riposo, che lei scambia per un hotel. Amanda va a visitarla tutti i giorni, e piano piano tra le due donne nasce un rapporto che da ostilità si trasforma in amicizia.

Specchio della nostra epoca, l’Alzheimer e la cura degli anziani stanno diventando una tendenza cinematografica a tutti gli effetti, purtroppo con i pro e i contro del caso. Il leitmotiv dell’Alzhei-movie è che la malattia, oltre al dolore, porta con sé la possibilità di reinventare i rapporti personali, ricrearli su una tabula rasa che permette, come consolazione, di cancellare gli errori del passato. I figli riscoprono i genitori (La Famiglia Savage di Tamara Jenkins), i mariti le mogli (Away from her-Lontano da lei di Sarah Polley), le mogli i mariti (La versione di Barney di Richard J. Lewis), i findazati si riscoprono quando ormai è troppo tardi (La pagine della nostra vita di Nick Cassavetes). Mentre la memoria si cancella si delinea una nuova storia che il film può raccontare dal suo incipit.

Proprio perché offre spunti narrativi abbastanza facilmente, il rischio dell’Alzhei-movie è di riproporre questo meccanismo consolidato senza nulla aggiungere al trigger iniziale “giacché mi son scordato, ricomincio da capo”. Natalia Beristain, insieme alla co-sceneggiatrice Gabriela Vidal, si siede così sugli allori del microgenere e ripropone un quadretto familiare intimo godibile ma senza alcune pretese che possano portare la narrazione della malattia ad un altro livello. Inoltre, sfodera un secondo luogo comune abbastanza spinoso: la diva pensionata. Sceglie per il ruolo Adriana Roel, nota attrice messicana di cinema e teatro e diva negli anni ’50 e ’60, ottima nel ritrarre la malattia e la dignità di un personaggio pur non originale, restituendogli anzi uno spessore che la sceneggiatura non gli aveva concesso.

Non si può dire lo stesso di Mariana Gajá, che non riesce a riscattare dalla piattezza il personaggio di Amanda, già di per sé poco strutturato. Il film, che voleva incentrarsi sul rapporto tra le due donne, si aggrappa quindi solo all’anziana Lola grazie all’interpretazione della Roel, che non può però farsi carico dell’intera pellicola. Un film che non precipita ma neanche decolla, dimostrando che sono proprio le storie più semplici ad aver bisogno di una particolare creatività in fase di scrittura e regia.

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Titolo originale: No quiero dormir sola
Nazione: Messico
Anno: 2012
Genere: Drama
Durata: 83′
Regia: Natalia Beristain
Cast: Mariana Gajá, Adriana Roel
Produzione: Mr. Woo, Chamaca Films
Data di uscita: Venezia 2012

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