Venezia: “Mary is happy, Mary is Happy” di Nawapol Thamrongrattanarit

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Biennale College – Cinema
Mary è una ragazza adolescente alle prese con, nell’ordine, un viaggio a Parigi senza motivo, l’editing e le fotografie dell’annuario scolastico, una cotta improvvisa, il rapporto con la sua migliore amica Suri e con la sua successiva morte, un preside onnipresente e tirannico, la perdita di controllo dei propri sentimenti e una generale confusione nella testa.

Nawapol Thamrongrattanarit, regista e sceneggiatore tailandese classe ’84, presenta all’interno della sezione Biennale College un’opera di finzione che di finzione non è: Mary esiste veramente e ha collaborato alla realizzazione del film, seppur involontariamente, con i suoi tweet. 410 di questi, per essere precisi, che fungono da ossatura portante su cui poi Nawapol ha costruito il suo racconto comico e drammatico al tempo stesso, oltre che infinitamente surreale.

Questi tweet vengono utilizzati all’interno della pellicola nei modi più svariati: come risposta a delle domande, come parti di sceneggiatura, come pensieri in libertà (“Ho preso un pavone, alla mamma piacciono”). Seguendo rigorosamente l’ordine cronologico con cui sono stati postati dalla “vera” Mary, Nawapol ha inventato una vita alternativa per giustificarli, con parti comiche e parti drammatiche proprio come succede nella vita di tutti noi. Per quanto riguarda il surrealismo di alcune situazioni, invece, si deve fare riferimento solo alla sua fervida immaginazione.

Il presupposto, quindi, è interessante, ma la domanda è: il film riesce a reggere questa premessa? Insomma, funziona? La risposta è sì, funziona,e anche molto se si ha il gusto per un certo tipo di cinematografia orientale con una sottile vena di pazzia di sottofondo (il titolo che viene alla mente, comunque superiore nel risultato ma simile per quanto riguarda l’originalità, è $e11.Ou7! di Joon-han Yeo, musical malese presentato a Venezia nel 2008).

Nawapol è riuscito a prendere delle parole in libertà – perché questo sono la maggior parte dei tweet, pensieri lanciati nell’etere di cui solo l’autore ha la vera chiave di comprensione – e a trasformarli in una storia plausibile di adolescenza confusa, come sempre è, ricca di avvenimenti che si susseguono a velocità incredibile, o con lentezza esasperante. L’unica nota di biasimo che si può riconoscere a quest’opera è l’eccessiva lunghezza: oltre due ore di vita non vissuta risultano un po’ troppe. Si badi, non troppe del tipo mio-dio-fatemi-uscire-dalla-sala (sensazione ben nota ai frequentatori di festival), piuttosto un troppe che vuol dire che con qualche minuto in meno avremmo avuto davanti un vero gioiellino. Errore comunque perdonabile a questo giovane regista che riesce a rendere “la natura imprevedibile della vita quotidiana” con umorismo e delicatezza. Stellinato.

Titolo originale: Mary is happy, Mary is happy
Nazione: Thailandia
Anno: 2013
Genere: Drammatico, commedia
Durata: 125’
Regia: Nawapol Thamrongrattanarit
Cast: Patcha Poonpiriya, Chonnikan Netjui
Produzione: Pop Pictures

Data di uscita: Venezia 2013