Venezia: “Palo Alto” di Gia Coppola

Giovani, carini e annoiati

Venezia 70. Orizzonti
Quattro teenager, quattro storie di solitudine adolescenziale. Esordio alla regia apprezzabile, ma non del tutto convicente, di Gia Coppola, nipote di Francis Ford Coppola (ebbene sì, la terza generazione) dai racconti dell’attore e regista James Franco.

Palo Alto: Stories è il titolo della raccolta di racconti brevi scritto dall’attore e regista James Franco nel 2010. Ritratti di giovani californiani ben avviati sulla via dell’autodistruzione, da cui Gia(ncarla) Coppola, figlia di Giancarlo Coppola (primogenito di Francis Ford, morto per un tragico incidente a soli 22 anni, prima della nascita di Gia) ha tratto il suo primo lungometraggio, ritratto amaro e triste di adolescenti pieni di problemi e, soprattutto, soli.

Teddy (Jack Kilmer, figlio di Val che nel film ha due divertenti apparizioni nei panni di un irriducibile e stonato fricchettone) deve svolgere lavori socialmente utili per aver provocato, completamente ubriaco, un grave incidente d’auto; April (Emma Roberts, anche lei con una zia importante, Julia) gioca nella squadra di calcio e malgrado l’attrazione per Teddy, intreccia una breve relazione con il suo coach Mr. B (James Franco, qui decisamente sottotono rispetto ad altre sue performance attoriali) adulto, ma solo per l’anagrafe. Il migliore amico di Teddy è Fred, un concentrato di insicurezza, provocatore senza un perché e autore di gesti estremi che dichiarano apertamente il suo bisogno di attenzione. Infine Emily, che crede di poter conquistare l’affetto dei coetanei con una disponibilità sessuale da cui sono escluse le emozioni.

Nel presentare il film alla stampa James Franco ha sottolineato come gli piacesse “l’idea che a portare alcune delle storie del libro sullo schermo fosse qualcuno in grado di filtrarlo con una visione diversa” da quella del James Franco scrittore, e che Gia Coppola avesse quello “sguardo” che si distanziasse da altri film su adolescenti contemporanei e problematici e che lui cercava per la trasposizione cinematografica.

Distanza che in verità lo spettatore rintraccia con difficoltà, malgrado le buone interpretazioni dei giovani attori e la scelta di raccontare senza giudicare della regista. Come in altri film, gli adulti sono assenti del tutto, e quando appaiono sono distanti e immaturi, ciechi di fronte alle conseguenze disastrose del loro disinteresse. Come in altri film, i ragazzi trascorrono il loro tempo tra feste iperalcoliche in cui tutti si conoscono ma non ci si parla e la solitudine cede il passo all’egoismo.

Gia Coppola, ventisei anni e un passato di autrice di video per il mondo della moda, una collaborazione con la zia Sofia Coppola per i costumi di Somewhere, non nasconde le proprie ambizioni. Sicuramente il nome che porta potrà averle dato dei problemi di “adolescenza sotto i riflettori”. Ma se non si fosse chiamata Coppola, questo film sarebbe approdato comunque a Venezia?

PALO ALTO
Regia: Gia Coppola
Interpreti: James Franco, Emma Roberts, Nat Wolff, Zoe Levin, Claudia Levy, Olivia Crocicchia, Jack Kilmer, Chris Messina, Micah Nelson, Andrew Lutheran, Bo Mitchell, Val Kilmer, Keegan Allen, Don Novello, Jacqui Getty, Bailey Coppola.
Nazione: Usa
Durata:
Uscita: 70 Mostra Internazaionale di Arte Cinematografica di Venezia