Venezia72: “La Calle de la Amargura” di Arturo Ripstein

Furore e squallore

Venezia 72. Fuori Concorso
Due anziane prostitute vengono ingaggiate da due wrestler nani per festeggiare la loro vittoria a un importante incontro. Le due donne decidono di derubarli del premio vinto, e versano delle gocce di collirio nelle loro bevande, finendo però per ucciderli involontariamente. Si rifugeranno nella Calle de la Amargura, una via dimenticata da tutti, dove lo squallore la fa da padrone. Ispirato a una storia vera.

Due nani wrestler, due anziane prostitute, una via piena di fenomeni da baraccone: sembrerebbe la premessa di un film grottesco, alla Alex de La Iglesia, e invece assistiamo a un dramma individuale e sociale, in cui lo squallore di un quartiere malfamato e delle condizioni di vita dei suoi abitanti fa da sfondo alla vicenda principale, ma ne diviene anche protagonista.

Nonostante il tocco di assurdità e “leggerezza” che i nani wrestler donano alla vicenda, il film è scuro, senza speranza, girato in uno splendido bianco e nero che esalta le ombre e deprime le luci, un chiaroscuro esteriore che diventa la perfetta rappresentazione dell’interiorità dei personaggi, emarginati che non si fanno problemi a sfruttare una vecchia per tirar su qualche soldo, né a rapinare altri disgraziati come loro. La miseria spinge ad azioni deprecabili, e la cattiva sorte che sembra segnare le vite dei protagonisti trasforma un reato in tragedia.

Arturo Ripstein utilizza pochissimi tagli di montaggio, in una continua alternanza di piani sequenza più o meno lunghi che fanno immergere lo spettatore nell’atmosfera cupa e fumosa della Calle de la Amargura, summa di tutti i quartieri malfamati e dimenticati dallo stato dell’America Latina e non solo. L’occhio di Ripstein si sofferma su ogni dettaglio, sia dei personaggi che dell’ambiente, restituendo una forte sensazione di angoscia con punte di ridicolo che servono solo a stemperare la tensione. La trama, nonostante qualche momento meno convincente, procede spedita tra una miseria e l’altra.
I personaggi sono archetipi, maschere tragiche in balia della vita, in cui nemmeno il più piccolo successo è destinato a durare: la prostituta viene subito depredata dei suoi guadagni dalla protettrice, i nani vengono rapinati dalle prostitute, in una catena di soprusi e reati che sembra destinata a durare per sempre, che esisteva prima dei protagonisti e continuerà a farlo.

La Calle de la Amargura è un film leggero solo in apparenza, che in realtà analizza con occhio cinico e indagatore le storture della nostra società, esponendo senza pietà ma con fine di denuncia le brutture di un quartiere di cui nessuno sembra interessarsi, di delitti che non vengono risolti, di persone, essere umani, il cui nome viene dimenticato.

Titolo originale: La Calle de la Amargura
Nazione: Messico, Spagna
Anno: 2015
Genere: Drammatico
Durata: 100’
Regia: Arturo Ripstein
Cast: Patricia Reyes Espindola, Nora Velázquez, Sylvia Pasquel, Arcelia Ramirez, Alejandro Suárez
Produzione: PRODUCTORA 35
Data di uscita: Mostra del Cinema Venezia 2015