Josef (Zdenek Sverak) è un insegnante sessantacinquenne di letteratura al liceo, che avrebbe potuto andare in pensione già da molti anni, ma si è sempre rifiutato di pensionarsi sia dal lavoro che dall’amore, per una sua speciale missione: rendersi utile nella vita.
Ma l’insegnamento è cambiato e lui non riesce più a comunicare con i ragazzi, non è più felice. Così, decide di licenziarsi, lasciando attoniti tutti,; sua moglie Eliska (Daniela Kolarova), soprattutto. L’intenzione di Josef non è assolutamente quella di fare il pensionato, anzi. Nonostante le obiezioni forsennate della moglie, inizia a cercarsi un’occupazione, perché lui è tipo da “bentornato”, cioè è una persona che dopo una giornata di lavoro, rientrando a casa, vuole sentirsi dire “bentornato” dalla moglie.
I giardini e le passeggiate con i suoi coetanei non fanno per lui; inizia, quindi, a lavorare come corriere in bicicletta, ma i riflessi non più scattanti lo ostacolano e si ritrova costretto a cambiare lavoro. E lo trova, sempre nonostante le opposizioni di Eliska. Viene assunto part-time al bancone della resa delle bottiglie in un supermercato, dove sembra aver trovato di nuovo la felicità.
Vuoti a rendere è l’ultima parte di una trilogia che racconta la vita del suo regista, Jan Sverak e del suo sceneggiatore, nonché padre del regista, e, qui, attore principale, Zdenek Sverak. La trilogia ha avuto inizio con il film, nominato agli Oscar, Scuola elementare, del 1992, che esplorava l’infanzia, la ricerca di un modello maschile, ambientato nella (ex) Cecoslovacchia post bellica; è proseguito con Kolya, che esplorava la vita adulta, quella di un uomo che accetta la responsabilità di avere un essere umano che dipende in tutto e per tutto da lui, film vincitore dell’Oscar, come miglior film straniero nel 1997.
I due Sverak, con quest’opera, hanno analizzato con acuta sensibilità e intensità il matrimonio, quello di Eliska e Josef dura da trent’anni, e il pensionamento. Vuoti a rendere è una pura e intima dichiarazione d’amore, nei confronti della vita e delle persone.
Josef nella sua postazione al supermercato, che altro non è che una piccola finestra sul quartiere dove vive, si ingegna per rendere felici gli altri, con semplicità, umorismo e stratagemmi, anche un po’ vigliacchi, che non risparmiano nemmeno la figlia.
È un uomo che prende sul serio la ricerca di capire come va il mondo. E’ facile lasciarsi trascinare dalla forza di questo “nonno” spudorato e anticonformista, viene naturale empatizzare con lui. Zdenek Sverak, scrivendo il personaggio di Josef, si è cucito addosso il ruolo di questo uomo che senza accorgersene è arrivato all’autunno della vita, e cerca di accettare questa fase, senza rinunciare a vivere e godersi la vita.
È un mascalzone proprio perché non vuole fare a meno di fare il dongiovanni e di sognare che le sue “prede” lo seducano. Josef e Eliska sono due personaggi fortemente moderni, che si sono amati e si amano ancora, anche se di un amore, forse più egoista, ma sempre tenace. I due attori sono stati eccellenti nel mostrare con naturalezza l’affetto che lega Josef e Eliska.
Vuoti a rendere è semplicemente un film delizioso, dotato di un disinvolto charme e di un copione umoristico intelligente, con intonazioni malinconiche e allegre.
Titolo originale: Vratné lahve
Nazione: Repubblica Ceca, Regno Unito
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 100′
Regia: Jan Sverák
Sito ufficiale: www.vratnelahve.czCast: Zdenek Sverak, Tatiana Vilhelmová, Daniela Kolarova, Jiri Machacek, Alena Vránová, Miroslav Táborský, Nella Boudová, Jan Budar
Produzione: Phoenix Film Investments, Portobello Pictures, TV Nova, U.F.O. Pictures
Distribuzione: Fandango
Data di uscita: 16 Gennaio 2009 (cinema)






