“WIM WENDERS. Il mondo delle immagini”

A Padova una mostra per ripercorrere 30 anni di carriera del cineasta tedesco

«Ogni foto è anche un documento dell’indole del fotografo o del regista nel vedere le cose. La maggior parte della gente o non lo capisce o non riesce a credere che una cinepresa riprenda in due direzioni, ma è proprio così» Wim Wenders, 1991

Dopo Visconti e Tarkoskij, sabato 18 settembre si è inaugurata a Padova la mostra fotografica “Wim Wenders – Il mondo delle immagini“: una piccola ma preziosa esposizione (anche se, peccato, un paio di didascalie sbagliate ci sono e alcune informazione sono confuse e imprecise).

Alle Scuderie di Palazzo Moroni quaranta fotografie di scene e personaggi tratti dai suoi film ripercorrono la carriera e il lavoro del regista tedesco dalla fine degli anni ‘60 ai primi dei ‘90.
Sono immagini in bianco e nero scattate durante le riprese da Wenders stesso che dimostrano così la sua poliedricità di interessi (fa cinema, ma è anche fotografo e pittore) e che testimoniano i temi da sempre più cari e presenti nella sua opera: quello del viaggio, del tempo e dello spazio, il paesaggio urbano e gli immensi panorami dove l’uomo si perde.

Si comincia con “Alabama: 2000 light years” (68/69) e con “Prima del calcio di rigore” (1971), c’è poi un disegno del 1971 di Wenders stesso che ritrare una donna che guarda incuriosita il mondo, si passa attraverso “Alice nelle città” (1973), “Falso movimento” (1975), “Nel corso del tempo” (1975), “L’amico americano” (1977), Lo stato delle cose (1982), Hammett – Indagine a Chinatown (1983), Paris, Texas (1984), gli angeli Bruno Ganz e Otto Sander de “l cielo sopra Berlino” (1987), per arrivare all’infinito “Fino alla fine del mondo” (1991) e concludere con “Così lontano, così vicino” (1993).
Sono presenti anche un paio di immagini di un morente Nicholas Ray da “Nick’s film” (1980), qualche scatto da l’omaggio al Giappone e al maestro Ozu “Tokyo-Ga” (1986) e una foto da “Appunti di viaggio su moda e città” (1989).

Bella la serie di “Paris, Texas”; attraggono soprattutto i due momenti colti dal film intitolati “Avvicinamento tra padre e figlio” e “Avvicinamento tra madre e figlio”, con in primo piano Hunter Carson, Hanry Dean Stanton e una giovanissima Natstassja Kinski.
Piena di poesia e nostalgia la fotografia di Bruno Ganz di spalle seduto al bancone tratta da “Il cielo sopra Berlino”.

Stupenda e indimenticabile, forse la più densa e magnetica, quella rubata da L’amico americano che coglie un Dennis Hopper dallo sguardo malinconico e perso sotto un cappello da cow-boy mentre è in macchina.

Parallelamente alla mostra fotografica ha luogo presso la Multisala Pio X – MPX una mini rassegna cinematografica in onore del regista. Vengono presentati in lingua originali con sottotitoli italiani quattro suoi film:
– 5 ottobre. ore 21.00: Falso movimento
– 12 ottobre, ore 21.00: L’amico americano
– 19 ottobre, ore 21.00: Tokyo-Ga
– 26 ottobre, ore 21.00: Il cielo sopra Berlino

“WIM WENDERS. Il mondo delle immagini”
Padova, Scuderie di Palazzo Moroni (Via del Municipio 1),
18 settembre – 30 ottobre 2005
Orario: Da martedì a domenica: 9.30 – 12.30, 15.30 – 18.30. Chiuso il lunedì.
Centro Nazionale di Fotografia – Tel. 049 8721598 ;
e-mail: cnf@comune.padova.it
Sito internet: http://cnf.padovanet.it