“We Can’t Go Home Again” di Nicholas Ray

Un sogno restaurato: "Il cinema sperimentale come creazione collettiva"

Un film, un documentario o ,come amava definirla il cineasta, un’opera giornalistica. La pellicola sperimentale di Nicholas “il pirata”Ray è un po’ tutto questo messo assieme.

Siamo nel cuore degli anni 70′ quando l’estroverso regista di Rebel Whitout a Couse, all’epoca in cui fu insegnante di cinematografia presso la State University of New York di Binghamton,decide di realizzare, con l’aiuto dei suoi inesperti studenti, questo frammentario lungometraggio a immagine multipla.

Una progressione di sequenze che documentano gli eventi , le impressioni e le reazioni di un periodo critico per gli Stati Uniti, dove il bisogno di esprimersi di una gioventù che non smette di bruciare, era ormai diffuso in tutto il Paese.

La società moderna che filtra attraversa quella benda sottile indossata simbolicamente quasi fosse un corsaro che veleggia solitario e spinto da un vento di intuizioni e pensieri; un mondo che viene raccontato da chi lo soffre e le idee spiate in Super 8 a volte anche troppo veloci per accorgersi del loro passaggio.

Ebbene, in mezzo a quel mare di contraddizioni che circondava la sua mente brillante e visionaria, Ray mascherava, come tutti gli artisti di rispetto, un sentimento di solitudine universale dal quale riusciva ad attingere e trarre ispirazioni e morali, che molto spesso trasformava in splendidi aforismi.

Ray ha sempre detestato l’insegnamento teorico del cinema, lo considerava inutile e bigotto, mentre adorava improvvisare scene di vita quotidiana con i suoi studenti,che si facevano “burattinare” da esso sempre, comunque e per quanto voleva.

Durante gli ultimi anni di lavoro Nik,da vero precursore, aveva deciso di spingersi decisamente oltre con le sperimentazioni, era come se avesse aperto una porta nel tempo spiando il futuro del cinema.

Ma per gli artigiani dell’innovazione una sola vita terrena non basta per donare al mondo la loro visione d’insieme.
È così nel 1979, il pirata trova la morte naufragando nell’alcol e negli psicotropi.

Presentato alla 68esima Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia dalla figlia Susan, We Can’t Go Home Again ritorna in una versione completamente restaurata e decorata da incantevoli cornici digitali, per stimolare di nuovo i nostalgici del cinema dai sogni astratti.

Titolo originale: We Can’t Go Home Again
Nazione: U.S.A.
Anno: 1976
Genere: Drammatico
Durata: 93′
Regia: Nicholas Ray
Cast: Nicholas Ray, Tom Farrell, Jill Gannon, Jane Heymann, Richie Bock, Danny Fisher, Jane Heymann
Data di uscita: Venezia 2011