“Womb” di Benedek Fliegauf

Scialba fantascienza

Sulle coste fredde di un mare in tempesta spazzato dal vento, nelle distese quasi deserte di sabbia si incontrano due bambini, Rebecca e Tommy. L’amicizia dei due ragazzini diventa presto esclusiva, un legame inseparabile. Ma Rebecca deve trasferirsi in Giappone con la madre. Il giorno dell’addio aspetta invano il suo migliore amico, che non si presenta.

Dopo dodici anni Rebecca (Eva Green), giovane laureata in matematica, torna su quelle coste fredde, per ritrovare Tommy (Matt Smith, ultima incarnazione del Doctor Who), che non ha mai lasciato il posto. Basta un sorriso perché i due capiscano di amarsi. Ricordando la loro infanzia, riscoprono il profondo legame che li aveva uniti. Ma un tragico incidente spezza i sogni di entrambi. Rebecca non accetta la morte di Tommy e, andando contro il volere dei genitori del ragazzo (“siamo atei, ma rispettiamo la natura”), si rivolge al Dipartimento di replicazione genetica, perché Tommy possa tornare in vita, generato dal suo grembo (womb).

Rebecca cresce da sola il piccolo Tommy, nascondendo a tutti che il figlio è una copia (Womb lascia intendere che la clonazione umana sia un evento già radicato, praticato da molti, che non accettano le perdite di madri, figli… e li generano di nuovo). Quando strane voci si diffondono in paese, la donna si trasferisce in un posto isolato, dove il figlio possa crescere in libertà, senza pregiudizi.
Rebecca agisce spinta solo per amore del suo Tommy, che è uguale in tutto e per tutto all’uomo che aveva follemente amato. La situazione si complica quando Tommy adolescenze porta in casa una fidanzatina con cui passa giorno e notte. E Rebecca, pur cercando, non riuscirà a sopprimere quello che la divora dentro.

I meravigliosi paesaggi del Mare del Nord (dove è stato girato Womb), rispecchiano la freddezza della decisione di Rebecca, ma non attutiscono una narrazione flemmatica. Narrazione che ambisce a esprimersi interamente attraverso gli sguardi e i silenzi, troppi e troppo ingombranti, tanto da non riuscire a realizzare sempre il fine voluto. Womb è una storia tesa e angosciante, dall’atmosfera fredda, che ricorda quella di Non lasciarmi. Ma le similitudini con il film di Mark Romanek, tratto dal libro di Ishiguro, finiscono qui.

Una storia difficile, un rapporto ambivalente, indecifrabile per Tommy, ossessivo per Rebecca. E la regia di Benedek Fliegauf, qui al suo quarto lungometraggio, non riesce ad approfondire o interpretare la storia in modo lucido. Sceglie di percorrere un cammino privo di stimoli per lo spettatore. Anzi, proprio quando il rapporto psicologico e il dramma stanno per raggiungere il culmine, tutto finisce con stancanti titoli di coda.
Gli unici due momenti di percepibile intensità vedono come protagonista la vera madre di Tommy: quando non accetta la decisione di Rebecca e quando incontra Tommy adolescente. Due momenti, appunto, brevi e decisivi che racchiudono in poche parole una vastità di ustionanti problemi tra scienza ed etica e tra scienza e umanità.

Non vengono in aiuto nemmeno i due protagonisti. Rebecca e Tommy non riescono a risultare simpatici, soprattutto da adulti eterni infantili, resi inspiegabilmente scialbi. La scelta di Rebecca, dallo sguardo risoluto, manca di materia letteraria, manca di complessità.
Benedek Fliegauf ha sprecato un’occasione per realizzare un film anche discutibile o impressionante, un film che suscitasse almeno qualche reazione.

Titolo originale: Womb
Nazione: Francia, Germania, Ungheria
Anno: 2010
Genere: Drammatico
Durata: 105′
Regia: Benedek Fliegauf
Cast: Eva Green, Matt Smith, Lesley Manville, Peter Wight, István Lénárt, Hannah Murray, Ruby O. Fee, Tristan Christopher, Jesse Hoffmann, Natalia Tena, Ella Smith
Produzione: Inforg Stúdió, Asap Films, Arte France Cinéma, Boje Buck Produktion
Distribuzione: Bolero Film
Data di uscita: 06 Luglio 2012 (cinema)