venerdì, Agosto 14, 2026
Home Teatro Spettacoli “ZELINDA ET LINDORO” da Carlo Goldoni

“ZELINDA ET LINDORO” da Carlo Goldoni

Tante le peripezie degli amanti, non troppo emozionanti

Tra gli autori del Festival Internazionale del Teatro c’è chi Goldoni lo mantiene in versione integrale, chi lo modernizza, chi lo adatta, chi lo riscrive e chi come Ginette Herry lo riassume facendo di un romanzo teatrale in tre puntate, un unico spettacolo dal ritmo intenso ed inarrestabile.

Tante, forse troppe, le vicende che ruotano attorno alla casa di Don Roberto, in cui abitano anche i suoi due protetti: Zelinda e Lindoro. Questi due giovani innamorati non sono per nulla baciati dalla fortuna, perché pur essendo “ben nati” sono costretti a lavorare come serva e segretario a causa della guerra che si è appena conclusa. I due amanti sono inoltre vessati dai pretendenti della ragazza che cercano in ogni modo di separarli. Quando riescono a riunirsi, cominciano i problemi legati alle passioni ed ai sentimenti. Questa è la sintesi della sintesi.

Ginette Herry è riuscita ad adattare la trilogia di Zelinda e Lindoro condensandola in due ore e mezza di spettacolo che scorrono abbastanza veloci e senza intervallo sotto gli occhi di un pubblico attento alle evoluzioni della scenografia e delle articolate vicende che si susseguono tra bugie e inganni svelati che ingarbugliano e sciolgono le complesse azioni dei personaggi.

Interessante la scelta di una scenografia elaborata e ricca curata da Rudy Sabounghi: una struttura centrale girevole e scorrevole per i vari ambienti interni e un’utilizzazione degli spazi del fondo del palcoscenico e della platea per ampliare la scena e aumentare le distanze, nel tentativo forse di avvicinarsi al pubblico.
Il regista Jean-Claude Berutti ha deciso di proporre la storia agli spettatori come una sorta di racconto al pubblico in cui le veci del narratore vengono fatte dagli stessi attori che fin dall’inizio si presentano in proscenio facendo cadere direttamente la quarta parete. Un’operazione che man mano si perde e si mescola ad una rappresentazione tradizionale, che prende il sopravvento dopo poco.

Uno spettacolo ben recitato che rischia però di essere troppo sintetico e veloce, frettoloso nello spiegare le azioni dei personaggi, di trasmettere ben poco se non l’eleganza e la pulizia della messinscena e la finezza dell’allestimento scenografico, con tanto di piante vere. Tante curate azioni, ma poche emozioni. Rimane tuttavia un esempio di equilibrato adattamento e riduzione di un’opera affascinante e ricca di spunti critici tipici di Goldoni, con un ritmo che coinvolge comunque lo spettatore e non annoia, anzi a tratti diverte.

22 luglio ore 19.30 / 23 luglio ore 17.00 – Teatro Piccolo Arsenale
da Carlo Goldoni
adattamento Ginette Herry
regia Jean-Claude Berutti
musica originale Jean-Marcel Kipfer
scene Rudy Sabounghi
con Luis Bonnet (Don Roberto), Valérie Bauchau (Donna Eleonora), François Sauveur (Don Flaminio) Julie de Maupeou (Zelinda), Anthony Breurec (Lindoro), Shams El Karoui (Barbara), François Font (Don Federico), Denis Léger-Milhaud (Fabrizio), Jean-Pierre Laurent (Maestro Cigolini) Fabien Grenon (un portantino, Mingone, Costanzo, Maestro Pandolfo), Riad Gahmi (il Notaio), Pauline Laidet (Tognina)
costumi Colette Huchard
luci Laurent Castaingt
aiuto regista Vladimir Steyaert
direttore tecnico Jacques Mollon
amministratore Pascal Gilbert
responsabile di produzione Natahalie Grange-Ollagnon
produzione La Comédie de Saint-Étienne – Centre Dramatique National
in coproduzione con les Châteaux de la Drôme, Théâtre de la Place – Liège (Belgio)
spettacolo in lingua francese con sopratitoli in italiano