A Fujairah (UEA) Alessio Nardin ha partecipato al Dialogo sullo Sviluppo Artistico dell’ITI (International Theater Institute) 

Alessio Nardin, pedagogo e direttore dell’Accademia Eleonora Duse – Centro Sperimentale di Cinema e Arti Performative, è stato invitato a partecipare al Dialogo sullo Sviluppo Artistico dell’ITI (International Theater Institute), organismo dell’ UNESCO, che si è svolto in due sessioni, dall’11 al 16 aprile, durante l’11° Festival Internazionale del Monodramma di Fujairah, importante città degli Emirati Arabi Uniti.

Nardin è stato scelto assieme ad altri sei artisti provenienti da più continenti, per un confronto a più voci sul ruolo del teatro nell’attuale panorama culturale e sociale, sulla collaborazione interculturale e la responsabilità artistica nel teatro contemporaneo e infine sulla capacità del teatro di dare un contributo a rispondere alle sfide globali attraverso l’azione creativa.

Una cinquantina i partecipanti ad una convenzione in cui Nardin si è trovato a essere il solo di estrazione europea. Gli altri partecipanti provenivano da paesi governati da regimi autoritari, se non addirittura in guerra, contesti in cui il teatro è ancora un luogo in cui “si resiste”. Sulla base delle profonde diversità esistenti fra Europa e il resto del mondo, Nardin si è chiesto cosa oggi debba essere davvero ritenuto indispensabile per il teatro, con riferimento al nostro continente.

Nardin ha proposto ai suoi interlocutori un’immagine, il teatro come una pianta, mentre l’attore e il regista come il contadino che ne ha a cuore le sorti e se ne prende cura.” Sarà tanto più rigogliosa, quanto più solide e ramificate saranno le sue radici – spiega Nardin- Le radici altro non sono che la pedagogia teatrale, vale a dire il luogo dove l’artista impara a scoprire, praticare e amare l’arte dell’azione. Così un artista si nutre”. La pedagogia non è docenza, ma il complesso delle modalità attraverso cui avviene il passaggio di un insieme di tecniche e pratiche (principi dell’azione) da una persona che li padroneggia (maestro) a una persona che desidera diventarne consapevole (allievo).

<<Una peculiarità dell’Europa è la separazione fra il luogo in cui l’attore si scopre artista nel percorso di formazione e la realtà in cui trova l’opportunità d praticare il teatro – sottolinea Alessio Nardin – Nella storia del teatro dell’ultimo secolo sono state proprio le comunità teatrali ad allestire spettacoli, a vivere esperienze che hanno lasciato un segno significativo, costituendo punti di riferimento irrinunciabili per chi vive e studia il teatro>>. Nella prospettiva di Nardin il tronco ed i rami dell’albero diventano lo svolgersi e il maturare del processo artistico assieme alla persona. Solo da qui poi possono uscire i frutti.

Secondo Nardin questi sono i limiti attuali delle esperienze che si vivono in Europa in ambito teatrale. L’ Accademia Eleonora Duse di Asolo da lui diretta dà una posizione preminente ad un approccio di questo stampo: nel giro di pochi anni ha già ospitato maestri di grande valore internazionale, sta realizzando progetti comuni con istituzioni di valore come La Biennale di Venezia e la Mostra Internazionale di Arte Cinematografica, il Mittelfest di Cividale del Friuli, la Fondazione Ca’Foscari di Venezia.

Dal novembre 2024 è parte di un nuovo progetto europeo di grande respiro LEPAC (Legacy of Performing Arts Centers) che riunisce insieme, in progetti pedagogici e produttivi, alcuni tra i più significativi centri europei: Pina Bausch Zentrum di Wupperthal, Grotowski Institute di Wrozlaw, Marina Abramovich Foundation, Cricoteka – Centre for Documentation of The Art of Tadeusz Kantor di Kracow.

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