Università Cattolica e Fondazione Ente dello Spettacolo, insieme per una serata speciale dedicata al capolavoro del maestro riminese, con dibattito e proiezione. A cento anni dalla nascita di Fellini e a sessanta dal suo capolavoro, una ricerca a cura del Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi (CeRTA) dell’Università Cattolica e la proiezione del film promossa dall’Ateneo insieme alla Fondazione Ente dello Spettacolo, mercoledì 16 settembre alle ore 20.00 vogliono celebrare questo significativo doppio anniversario: nell’ambito della Milano Movie Week, l’Università Cattolica apre il Cortile d’Onore (Largo Gemelli, 1) per una serata dedicata al maestro di Rimini. La proiezione de “La Dolce Vita” sarà preceduta da un’introduzione a cui parteciperanno Massimo Scaglioni, direttore del CeRTA, e monsignor Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo. L’uscita del capolavoro di Federico Fellini fu accompagnata da straordinari entusiasmi ma anche da feroci polemiche. “Si tratta di una ricerca che lavora anche su materiali inediti – ha dichiarato Massimo Scaglioni, direttore del CeRTA e docente di Storia dei media in Università Cattolica -. Nel 1960 La dolce vita è stato un caso culturale deflagrante che ha diviso, nell’ambito della cultura cattolica, quelli che hanno sostenuto e quelli che hanno avversato il film. Il nostro lavoro di ricerca ha ricostruito il dibattito, attraverso le fonti e abbozzato un’interpretazione storica complessiva del caso. E soprattutto ha recuperato tutti i materiali audiovisivi che consentono di meglio comprendere la vicenda: in particolare sono stati recuperati i materiali di Teche Rai e altri (Settimana Incom) che aiutano a comprendere meglio questo caso”. Davide Milani (Presidente FedS) sottolinea: “in un momento storico denso di fermenti ed entusiasmi, “La Dolce Vita” sconvolse il mondo cattolico, al punto che da più parti si evocare termini gravi come ‘scomunica’. E su quel Fellini ‘scomunicato’ e oggi pienamente ‘riabilitato’ per la visione intimamente spirituale di uno dei suoi massimi capolavori vogliamo tornare grazie alla ricerca scientifica promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha approfondito questa vicenda deflagrante andando al di là della cronaca giornalistica. Agli studiosi dell’ateneo dobbiamo la riscoperta e l’analisi dei rari e preziosi materiali audiovisivi spesso trascurati, la ricostruzione dei passaggi e delle ipotesi che hanno provocato e generato un caso cinematografico e artistico che si è rivelato anche un incidente ecclesiale, sociale, comunicativo, civile. Un incidente da cui, tuttavia, è nata la moderna critica cattolica, nel cui solco continua ad agire con puntualità e competenza la Rivista del Cinematografo”.

Foto in copertina: un dibattito svoltosi alla Mostra del Cinema di Venezia