A partire dal 23 luglio fino al 10 settembreventi titoli per oltre trenta serate di spettacoli, letture sceniche, film e gare di poesia, animano il cartellone del teatro padovano con tre appuntamenti in scena anche al Castello Carrarese. L’estate segna il ritorno dello spettacolo dal vivo al Teatro Verdi che apre finalmente al pubblico nel rispetto di tutte le norme anti-covid, per un cartellone che si confronta con l’attualità spaziando dai grandi classici alla nuova drammaturgia, dal teatro di narrazione alla commedia dell’arte.

Giovedì 23 luglio sarà Ottavia Piccolo a inaugurare a Padova il cartellone a estivo dello Stabile del Veneto con lo spettacolo Donna non rieducabile in programma al Castello Festival. Ottavia Piccolo ha da più di 10 anni in repertorio lo spettacolo in cui la giornalista russa Anna Politkovskaja, assassinata nell’androne del suo condominio moscovita nell’ottobre 2006, parla al pubblico italiano attraverso una rielaborazione dei suoi scritti e articoli curata da Stefano Massini.

Il Castello Carrarese farà da cornice poi anche al debutto in prima regionale di Paolo Rossi con Pane o libertà. Su la testa (4 agosto), una co-produzione dello Stabile del Veneto con lo Stabile di Bolzano in cui stand up comedy, commedia dell’arte e commedia greca si mescolano in un solo spettacolo e al Don Chisciotte. Tragicommedia dell’arte di Stivalaccio Teatro (6 agosto). In parallelo prende il via il cartellone del Teatro Verdi con la conferenza-spettacolo Ri/partire. L’Italia dopo il coronavirus con il sociologo Stefano Allievi (24>25 luglio). Seguirà poi la presentazione in anteprima dello spettacolo Oscillazioni con Matteo Cremon (27>28 luglio), co-prodotto insieme a La Piccionaia- Centro di Produzione Teatrale e nato da un testo di Vitaliano Trevisan, che investe di attore al Verdi anche con Il mondo e i pantaloni (3>4 agosto) insieme a Giorgio Sangati e Angelica Leo.

Di anteprima si tratta anche per Cèa Venessia. Odissea nostrana dal NordEst all’Australia (5>6 agosto), una nuova co-produzione dello Stabile del Veneto con Stivalaccio Teatro e OperaEstate Festival Veneto, che porta in scena la storia della prima colonia fondata da un insediamento di migranti veneti e friulani in Australia, con Stefano Rota e per la regia di Marco Zoppello. L’estate diventa anche un’occasione per sperimentare: sono cinque gli spettacoli presentati in forma di studio sul palcoscenico del Verdi, tra cui l’omaggio a Franca Valeri dell’attrice Lucia Schierano  che intavola un dialogo immaginario con la centenaria grande artista(31 luglio>1 agosto), La fatica d’essere spettatore di Pierre Notte con Fabio Sartor (27>28 agosto), Tutta la vita della compagnia padovana Amor Vacui (31 agosto>1 settembre), che sarà in scena anche con lo spettacolo Intimità (29>30 luglio), L’uomo che ride (4>5 settembre) con Michele Maccagno e ‘Ndrangheta di Teatro Bresci con Giacomo Rossetto (7>8 settembre).

Tra gli ospiti sul palco Andrea Pennacchi con Eroi (29 agosto), ovvero  il suo  racconto dell’Iliade accompagnato dalle musiche di Giorgio Gobbo e Sergio Marchesini, Tiziano Scarpa, il cui testo Groppi d’amore nella scuraglia è portato sulla scena da Silvio Barbiero (3 settembre), mentre Valerio Mazzucato e Laura Cavinato riprendono le parole di Meneghello con Pomo pero, dime ‘l vero (24>25 agosto) e il padovano Loris Contarini con Binario Vivo. Dopo il grande successo del torneo virtuale Zoom Poetry Slam, la poesia performativa degli slam occupa per la prima volta il palcoscenico del Verdi per una sfida a colpi di versi che animerà tre serate alla fine di agosto (girone A: 26 agosto; girone B: 2 settembre; finale: 9 settembre).

A chiudere il programma (10 e 11 settembre), infine, sarà un appuntamento d’eccezione con il film Diario di primavera, diretto da Stefano Cordella con gli allievi della Scuola Teatrale d’Eccellenza: il progetto, nato come una rilettura contemporanea della tragedia tedesca Risveglio di primavera di Wedekinde iniziato a dicembre 2019 come produzione teatrale, ha cambiato veste in corso d’opera a causa dell’emergenza sanitaria e, per consentire agli allievi della Scuola di conseguire il diploma, è stato trasformato in un lungometraggio.

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