La leggenda della fondazione di Venezia individua nel 25 marzo 421 d.C. l’inizio della gloriosa storia della città, giorno in cui, si narra, venne posata la prima pietra della chiesa di San Giacometo di Rialto. Poco importa, allora, che studi recenti abbiano dimostrato che tale chiesa sia assai più tarda, Venezia quest’anno compirà 1600 anni e per celebrare questo traguardo così importante verrà allestita una mostra nelle sale dell’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale.

La mostra, che resterà  aperta  a partire dal 4 settembre 2021 fino al 25 marzo 2022, raccoglierà un’importante porzione del patrimonio artistico oggi conservato nella città lagunare. Nello specifico l’esposizione consterà di più di 250 elementi tra opere d’arte, manufatti antichi e documenti, il tutto ordinato in 12 sezioni in continuità. Il titolo della mostra VENETIA 1600. Nascite e rinascite ne simboleggia la scelta tematica: la celebrazione di Venezia passerà attraverso una rassegna dei momenti più significativi conosciuti dalla città in questi secoli, significativi sia in senso positivo che negativo. Attraverso le opere, infatti, saranno rappresentati i peggiori momenti di crisi sperimentati (le ondate di peste del 1576 e del 1631, la caduta della Serenissima, l’Acqua Granda del 1966 e del 2019…), ma altresì le rigenerazioni che ne sono seguite, a testimoniare che tutte le volte che Venezia è stata messa alla prova, alla fine si è sempre rialzata.

Tra gli artisti esposti compaiono alcuni dei più grandi geni che hanno operato in laguna: Carpaccio, Bellini, Tiziano, Veronese, Tiepolo, Rosalba Carriera, Guardi, Canaletto, Canova, Hayez, Appiani, Pollock, Vedova, Tancredi, Santomaso. Rimane tuttavia una mostra che, oltre a celebrare il passato, guarda al futuro della città, a cui è dedicata l’ultima sala. Da notare, poi, come nessuna forma artistica ne rimanga esclusa, per fare giusto un esempio verrà riprodotta l’opera The Raft del videoartista di fama mondiale Bill Viola.

L’allestimento è di Pier Luigi Pizzi, la direzione scientifica di Gabriella Belli e i curatori sono Robert Echols, Frederick Ilchman, Gabriele Matino, Andrea Bellieni.

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