Che Lady Gaga avesse una voce da scuotere le emozioni, lo sapevamo già. Che la possedesse anche Bradley Cooper è forse una delle scoperte più inaspettate di questo terzo remake (dopo quella di George Cukor con Judy Garland del 1954, e di Frank Pierson con Barbra Streisand del1976) dell’opera di William A. Wellman scritta da Moss Hart nel 1937.

Guarda le foto di Lady Gaga e Bradley Cooper a Venezia 75.

Per il suo primo film da regista Cooper si confronta con famosi precedenti cinematografici. Non solo dirige, co-sceneggia con Eric Roth e scrive le musiche (altra incredibile sorpresa dopo la voce di Cooper) con Julia Michels e Julianne Jordan, ma si è riservato il ruolo di protagonista. E non mostra un attimo di titubanza né incertezza “Mi sono preso il tempo di scrivere, di lavorare con la musica e alla sceneggiatura, di fare le prove per tre anni”.

A Star is Born è figlio di questi tempi, adattato ai nostri giorni, con i fan esuberanti e una maggiore pressione mediatica. Questo remake si ispira a quello del 1976. Se possiamo permetterci, diremmo che è il film con la Garland resta insuperabile, mentre non ha nulla da invidiare a quello di Pierson.

Jackson Maine, celebre musicista, un cowboy dell’Arizona con un passato che non riesce a dimenticare, ma lo affoga notte dopo notte dentro il Whisky; una sera entra in un bar per bere e assiste a una commovente esibizione di Ally, un’artista dentro, ma cameriera per necessità. Se ne innamora. Con ammirazione e generosità, anche perché grazie a lei ritrova quel se stesso perso nell’alcohol e negli steroidi, divide con lei il microfono sul palco. Ci vuole poco perché Ally venga scoperta e lanciata da un’importante etichetta. Mentre Jack non riesce a superare i suoi problemi di salute e il suo passato, Ally sale nell’Olimpo della musica.

“Tutto si riduce a questa impossibile storia d’amore. Non si può controllare ciò che ci commuove e io ho sempre voluto narrare una storia d’amore. La musica per me è il mezzo di comunicazione più puro… Quindi, a un certo punto, ho solo dovuto fare un salto”.

A parte la scoperta di Cooper in ruoli cui non eravamo abituati a vederlo,  A Star in Born è un melodrammone romantico un po’ troppo lungo (134′) dove Lady Gaga non riesce a uscire dai panni della sua forte personalità. Lei resta un’incredibile artista – questo poi è il suo debutto al cinema come attrice, in TV aveva già dimostrato di saper imporsi davanti alla macchina da presa nella serie American Horror Story – ma sullo schermo c’è lei, non Ally. C’è da dire che Cooper le ha cucito addosso il ruolo, probabilmente cercando di farla somigliare più a sé stessa che ad Ally. È una storia d’amore e sacrificio che farà consumare fazzoletti ai fan di Lady Gaga e ai teneroni di cuore.