A Venezia dal 24 giugno i Festival Internazionali dello Spettacolo dal Vivo della Biennale

Sono oltre 170 appuntamenti con le arti dal vivo della Biennale di Venezia, ideati o selezionati dagli autori e registi Stefano Ricci e Gianni Forte (ricci/forte) per il 50. Festival Internazionale del Teatro (24 giugno > 3 luglio), dal coreografo britannico Wayne McGregor per il 16. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (22 > 31 luglio), dalla compositrice Lucia Ronchetti per il 66. Festival Internazionale di Musica Contemporanea (14 > 25 settembre). Ad andare in scena saranno più di 600 artisti in arrivo da tutto il mondo tra giugno e settembre.

Ad ampliare la comunità di artisti residenti durante i festival in città ci saranno poi i giovani di Biennale College, con progetti pensati con loro e per loro, parte integrante dei Festival. Sono, infatti, oltre 900 le domande di partecipazione pervenute da tutti i continenti ai bandi di Biennale College Danza Musica e Teatro per il 2022. Saranno a Venezia per il teatro, fra gli altri, Asia Argento e Sonia Bergamasco, interpreti dei versi di Alda Merini sul paesaggio sonoro di Demetrio Castellucci; per la danza Sasha Waltz, Sidi Larbi Cherkaoui, Hofesh 

Schechter, Marco Goecke, Marcos Morau, Aszure Barton, Sharon Eval, sette importanti coreografi per i sette peccati capitali interpretati dalla Gauthier Dance; per la musica Klein, vocalist e polistrumentista anglo-nigeriana, che compone collage sonori tra il R&B e l’elettronica più sperimentale (per l’etichetta di musica classica Pentatone), Yvette Janine Jackson, esponente di punta dello sperimentalismo afro-diasporico con le sue “radio opere” sulla storia di oppressione e le cronache brucianti degli afroamericani, e Helena Tulve, che prosegue la ricerca compositiva di Arvo Pärt e per Venezia ipotizza la creazione di una nuova forma di sacra rappresentazione contemporanea.

E poi i Leoni d’oro alla carriera del Teatro Christiane Jatahy, della Danza Saburo Teshigawara, della Musica Giorgio Battistelli e i Leoni d’argento Samira Elagoz (Teatro), Rocío Molina (Danza), Ars Ludi (Musica).

E ancora: il teatro militante di Milo Rau, la tecnologia performativa made in New York di Caden Manson, gli attori-rifugiati di Christiane Jatahy; l’artista britannica Tacita Dean (dai Young British Artists alla Royal Academy of Arts) per il film d’arte che è ultima testimonianza di Merce Cunningham, il pioniere dell’arte digitale Tobias Gremmler, creatore di spazi virtuali (anche per i video di Björk), i danzatori indigeni e non della compagnia interculturale australiana Marrugeku; il compositore Paolo Buonvino, fra opere multimediali e colonne sonore per il cinema (G. Muccino, N. Moretti, P. Veronese), l’audio visual multimedia artist Alexander Schubert, capace di mettere insieme Ircam e club culture, avanguardia e stili pop, i compositori nativi americani con il progetto dello Shenandoah Conservatory.