VENEZIA – Apre un nuovo capitolo per la scena culturale veneziana. Nel sestiere di Castello, a pochi passi dalle storiche sedi della Biennale di Venezia, nasce “San Pietro Cantieri del Contemporaneo“, un hub culturale e artistico d’avanguardia che ridà vita agli
spazi del suggestivo Cantiere Navale di San Pietro. Il progetto si propone come un punto d’incontro unico tra l’archeologia industriale veneziana e i linguaggi più innovativi dell’arte contemporanea. Non solo uno spazio espositivo, ma una vera e propria officina di pensiero, produzione e dialogo culturale, capace di connettere il tessuto locale con il circuito artistico internazionale.
Il Cantiere Motonautico San Pietro di Castello sorge su un sito storico dove sin dal 1800 ferveva l’attività cantieristica. Nel corso degli anni e dei decenni il cantiere si è via via evoluto fino a prendere l’attuale fisionomia. In questi ultimi anni, a partire dalla seconda metà degli anni ‘80 si e specializzato nella costruzione dei tipici motoscafi per il trasporto di persone in uso a Venezia.
“San Pietro Cantieri del Contemporaneo” si presenta come uno spazio industriale polivalente e duttile, capace di adattarsi alle esigenze delle più complesse produzioni artistiche contemporanee. La struttura vanta un corpo principale di oltre 400 metri quadrati, concepito per ospitare mostre, performance e laboratori, con una modularità che permette l’estensione della superficie espositiva.
Questa ampiezza e versatilità architettonica rendono l’hub culturale uno dei nuovi centri indipendenti più rilevanti e competitivi nel panorama veneziano.
Il timone di questo ambizioso progetto è affidato a una direzione artistica di grande esperienza e radicamento nel territorio:
● Pier Paolo Scelsi: Curatore internazionale e mente già dietro al successo di CREA Cantieri del Contemporaneo, Scelsi porta la sua visione di rigenerazione urbana attraverso la cultura.
● Ilaria Cera: Curatrice esperta, che affiancherà Scelsi nella linea critica e nella programmazione delle attività espositive e performative del centro.
Un vasto programma autunnale con ben tre eventi internazionali. L’hub inaugurerà ufficialmente la sua programmazione a settembre 2026. Per il debutto sulla scena internazionale, “San Pietro Cantieri del Contemporaneo” sfrutterà le potenzialità della sua imponente superficie ospitando una prestigiosa mostra di fotografia organizzata da ART-ICON, piattaforma curatoriale contemporanea, ideata e curata da Danila Tkachenko e Slavica Veselinović. Affiancando figure affermate a talenti emergenti, ART-ICON crea dialoghi inediti che mettono in discussione i formati espositivi convenzionali e riflettono la diversità del panorama artistico contemporaneo. Static Cinema 2026, giunta alla sua seconda edizione, si svolgerà a Venezia fino al 24 settembre, esplorando il rapporto tra fotografia, cinema e arti visive contemporanee attraverso un dialogo tra immagini fisse e in movimento.
Il progetto nasce dall’interesse per il momento in cui la fotografia non è più soltanto un frammento congelato, ma diventa un modo di pensare il tempo, la memoria e la narrazione. Attraverso una nuova selezione di opere fotografiche, immagini cinematografiche e proiezioni, Static Cinema continua a indagare il modo in cui il linguaggio del cinema influenza altri media e apre nuove prospettive sulla percezione dell’immagine contemporanea. La seconda edizione presenterà opere di Nick Zinner, Lindsay Elizabeth Warner, Julia Fullerton-Batten, Graziano Arici, Lars von Trier, Natalie Curtis, Megan Davis, Bernis Von Zur Muehlen, Alexey Morosov e molti altri artisti internazionali.
Il secondo evento in programma inaugurerà il 3 ottobre; si tratta del Diary#11 mostra personale di Monique Rollins, a cura di Roberto Mastroianni. Con l’organizzazione Techne Art Service, il progetto si inserisce nella programmazione degli Eventi Speciali del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania presso la 61.Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, sotto la direzione scientifica di Martina Cavallarin, curatrice con Lorna Benedict Mashiba del Padiglione medesimo.
In questa possente esposizione l’artista americana esprime, mediante tele di grande formato, la forte influenza mutuata dai pittori del Rinascimento veneziano del XVI secolo, dalle loro grandiose composizioni polifigurative e dalle narrazioni drammatiche su larga scala.
La programmazione autunnale si concluderà infine a Novembre con “Bitta”, mostra personale dell’artista statunitense Lou Mallozzi (Chicago, 1957) a cura di Elisa Franchi. Bitta (2022) è un’installazione audiovisiva multicanale nata dal diario intimo di un inverno
veneziano, che esplora la complessa relazione tra la città e la sua laguna. Attraverso undici video in loop asincroni, l’opera isola i gesti eleganti e necessari dei marinai nell’ormeggiare i vaporetti, svelando il crepitio unico di ogni cima che stride sotto trazione contro il metallo. Separando e amplificando questo “divisionismo acustico”, Mallozzi trasforma la fatica del lavoro quotidiano in pura risonanza: un ritmico e fragile respiro di corda e pietra che, nell’abbraccio teso tra la barca e la banchina, si fa poesia della necessità.
“San Pietro Cantieri del Contemporaneo non vuole essere un semplice contenitore di mostre, ma un ecosistema vivo,” dichiarano i direttori artistici Pier Paolo Scelsi e Ilaria Cera. “La duttilità di uno spazio ci permette di immaginare progetti monumentali, installazioni immersive e collaborazioni fluide. Partire a settembre con un partner come Art Icons è il perfetto battesimo per uno spazio con questa ambizione internazionale.”






