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A Venezia un convegno su Peter Handke e la prima del suo testo “Ancora tempesta” 

 Focus su Peter Handke, il discusso scrittore di lingua tedesca vincitore del  Premio Nobel nel 2019, cui il Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale, nello specifico la Compagnia Giovani nell’ambito  dell’Accordo di Programma con la  Regione su  Teatro Scuola e OccupazioneTe.S.eO, dedica un progetto speciale che prende il via mercoledì 7 maggio nell’Auditorium Santa Margherita Emanuele Severino  a Venezia  con il convegno  Peter Handke, tra letteratura e teatro: un caso europeo  organizzato in collaborazione con l’Università Cà Foscari e prosegue con la prima  di Ancora tempesta a partire dal 9 maggio al Teatro Goldoni  di Venezia (repliche dal 14 al 18 anche al Verdi di Padova). A seguire il debutto il  14  luglio  sempre al Verdi di Padova dell’allestimento di un altro provocatorio testo dello scrittore austriaco Insulti al pubblico. Nella struttura di  Ancora tempesta(2012)  ritroviamo una esemplificazione  degli originali  interventi sperimentati da Handke  nella sua produzione per la scena, divenuta espressione di un teatro post-drammatico. Sul palco  lo stesso scrittore impersonato da Filippo Dini,  direttore del Teatro Stabile del Veneto,  dialoga con i suoi antenati sloveni, i nonni, la madre gli zii, tutti appartenenti alla minoranza slovena della Carinzia, protagonista nel conflitto  1940-45 dell’unico esempio di guerra partigiana svoltosi entro i confini del Terzo Reich.Figlio di un tedesco e di una slovena, Handke ha vissuto, nelle diverse stagioni della vita in virtù delle sue stesse origini, in prima persona  il conflito  identitario (amato e odiato dai suoi e straniero a se stesso) tutt’altro che infrequente in vasti territori dove un secolo fa il dissolversi  dell’impero asburgico  fece esplodere, con la convivenza fianco a fianco  di cittadini di lingua e tradizioni diverse, problemi di non facile comprensione per chi non li vive.Per Handke , criticato per la sua vicinanza al nazionalismo serbo, la nazione, «rifugio e prigione», risorge dalla tomba, anche se il nazionalismo ha senso solo quando si deve difendere la propria lingua e cultura.<<Handke riesce a  ricostruire attraverso la rievocazione e la fantasia brandelli di passato che entrano in cortocircuito con brandelli del presente – spiega nelle sue note  Fabrizio Arcuri regista di “Ancora tempesta” –  Così i corsi e i ricorsi della storia si rincorrono e ci suggeriscono frontiere e confini in subbuglio che dolorosamente fanno eco alla cronaca dei nostri giorni.>>Tra i relatori del  convegno, oltre ad Arcuri Luca Crescenzi e Francesco Fiorentino, ordinari di  Letteratura tedesca a Venezia e a Roma Tre, Marcello Veneziani, saggista e giornalista,  e gli stessi Arcuri e Dini, al cui fianco, in scena sul palco del Goldoni troveremo gli attori   Isacco Bugatti, Michele Guidi, Margherita Mannino, Simone Pedini, Tommaso Russi, Jessica Sedda.