A Verona in scena “La coscienza di Zeno”

Per la rassegna “Il Grande Teatro” organizzata dal Comune di Verona e dal Teatro Stabile di Verona – Centro di Produzione Teatrale da martedì 21 a sabato 25 novembre alle 20.45 e domenica 26 alle 16.00 va in scena al Teatro Nuovo di Verona  l’attesissimo spettacolo La coscienza di Zeno. La regia è di Paolo Valerio che firma anche l’adattamento del romanzo a quattro mani con Monica Codena. Ne è protagonista, nel ruolo di Zeno Cosini, Alessandro Haber. Completano il cast Francesco Migliaccio (Giovanni), Ester Galazzi (Maria / signora Malfenti), Alberto Onofrietti (Zeno giovane), Riccardo Maranzana (Coprosich / Copler), Meredith Airò Farulla (Augusta), Valentina Violo (Alberta / Carla), Chiara Pellegrin (Ada), Emanuele Fortunati (Guido), Caterina Benevoli (Carmen) e Giovanni Schiavo (il suggeritore). “La coscienza di Zeno” è una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e di Goldenart Production per celebrare i cento anni della pubblicazione del celebre romanzo di Italo Svevo:le scene e i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Gigi Saccomandi, le musiche di Oragravity, i video Alessandro Papa e i movimenti di scena di Monica Codena. Lo spettacolo ripercorre gli episodi salienti della vita di Zeno Cosini che per smettere di fumare ricorre alla psicanalisi. Costante  di tutti gli episodi della vita di Zeno ripercorsi la sua personalità abulica, incapace di vera partecipazione attiva alla vita e simbolo dell’inguaribile malattia esistenziale dell’uomo moderno. Alessandro Haber veste i panni di Zeno Cosini, che in un recente passato sono stati indossati da attori del calibro di  Renzo Montagnani, Giulio Bosetti, Alberto Lionello e Johnny Dorelli, dando alla sua interpretazione  sfumature speciali e inedite. Nelle note di regia Valerio scrive «Per me è stata una sfida molto particolare. Ho affrontato questo lavoro privilegiando fortemente la narrazione di Svevo. Ho voluto racchiudere in questa esperienza teatrale alcune pagine che trovo straordinarie, indimenticabili, costruendo un altro Zeno accanto all’io narrante. Quindi Zeno si racconta e rivive attraverso il corpo di un altro attore. Zeno ci rivela l’inciampo, l’umanità… Attraverso l’occhio scrutatore del dottor S, lo psicanalista, ho cercato di restituire la dimensione surreale, ironica e talvolta bugiarda di Zeno, immersa nell’atmosfera della sua Trieste e di tutti gli straordinari personaggi che la vivono»