“Albatros (Drift Away)” di Xavier Beauvois
Laurent (Jérémie Renier), Marie (Marie-Julie Maille) sono uniti dalla loro deliziosa, piccola Poulette (Madeleine Beauvois); sono una famiglia giovane e bella, insomma perfetta, alla quale manca solo la legalità del matrimonio. Ma Marie sta già cercando l’abito: dovrà essere bianco. Il suo Laurent, anche se da dieci anni ormai vivono insieme, vuole un matrimonio romantico e tradizionale. Poulette sigilla la decisione dei genitori con un dolcissimo “bacio a panino”.
Nella piccola comunità dove vivono, nel nord della Francia, Laurent, che di professione è gendarme, è stimato e rispettato, ben voluto e considerato affidabile, sempre pronto ad aiutare, a mediare, a pacificare.
Tuttavia, anche in una famiglia così unita e amorevole, è difficile mantenere l’equilibrio quando un incidente arriva a turbare la quotidianità.
Involontariamente Laurent ferisce a morte Julien (Geoffrey Sery), un amico allevatore di mucche, nel tentativo di impedire a quest’ultimo di sparare con fucile che aveva già puntato contro se stesso. Julien era infatti esasperato ed esaurito per le eccessive imposizioni che lo Stato esige dagli allevatori. Per Laurent, che evidentemente e senza alcun dubbio non aveva agito per uccider bensì per la motivazione opposta, inizia invece il lungo e complesso calvario delle indagini e del processo, con interrogatori e inchieste. Un peso enorme, che si protrae per mesi gettando Laurent nella depressione, che si aggiunge al rimorso di aver ucciso un uomo, un amico, pur nel tentativo di salvargli la vita. E poi c’è il peso dell’opinione pubblica, che lo definisce un assassino a prescindere, bollando lui e tutta la Gendarmerie.
Una situazione di vittima diventato carnefice, che purtroppo molti rappresentanti delle forze dell’ordine vivono sulla loro pelle. Vengono un mente le parole di Pier Paolo Pasolini, scritte nel ’68, ma ancora perfettamente attuali: “…io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano…. In questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici.”
ll titolo del film viene dal modellino Albatros, una barca a vela, sport del quale Laurent è appassionato e nel quale cercherà un sollievo nel mare aperto.
Ottima prova dei protagonisti, tra i quali moglie e figlia del cinquantaquattrenne regista Xavier Beauvois, affermato e impegnato in molte iniziative sociali, che ha girato questa pellicola nei suoi territori natali della Francia del nord.
Il film è in concorso nell’edizione on line del 71° festival del Cinema di Berlino 2021.