“ALBERTO BURRI”

Madrid rende omaggio al maestro di Città di Castello

Apre il 15 marzo, al Museo Reina Sofia di Madrid, la mostra dedicata ad ALBERTO BURRI (Città di Castello, 1915 – Nizza 1995) che, fino al 29 maggio, raccoglie cinquanta opere del maestro umbro, la maggior parte provenienti dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello.

Questa accurata selezione di lavori, realizzati tra il 1949 e il 1994, permetterà al visitatore di osservare la coerenza e la continuità che hanno sempre caratterizzato il percorso artistico di Burri all’interno della corrente dell’informale materico.

L’opera di Alberto Burri, nata in opposizione alle teorie della naturalezza decorativa dell’astrazione che dominavano l’Europa del dopoguerra, perseguì interventi radicali sulla materia che lo portarono a elaborare il campo pittorico in un modo del tutto personale. L’artista sosteneva che il supporto del quadro e la sua superficie dovessero essere considerati una cosa sola; per raggiungere il suo scopo, non gli restava che eliminare uno dei due elementi. I suoi studi sul polimaterico lo portarono ad abbandonare definitivamente le regole accademiche della pittura e a rompere con il tradizionale piano bidimensionale.

Il suo lavoro si è confrontato con artisti come Fautrier, Hartung, Dubufet e Soulages. La sua arte è stata anche paragonta a quella di Antoni Tàpies per il comune atteggiamento di negazione della struttura formale e per l’uso di materiale grezzo, fino a quel momento ignorato dal mondo dell’arte ed escluso da qualsiasi connotazione estetica o plastica.

Abile conoscitore dei materiali, del loro peso, colore, intensità della luce, struttura interna, di quanto possono essere lavorati e il loro grado di resistenza, Burri li utilizza realizzando composizioni grezze, che vanno dai collages dei primi anni con catrame, pietra pomice e tela, alla serie dei “Gobbi”, in cui modificava la struttura del quadro per introdurre elementi rigidi tra il telaio e la tela, passando per la sua famosa serie delle “Combustioni”, nella quale manipola la materia con il calore e il fuoco.
Nell’opera di Burri i materiali sono sempre di scarto, già utilizzati in precedenza. Ma questa materia si mostra per ciò che è, e solo in una seconda fase, ovvero nell’adattamento che l’osservatore compie dell’opera, raggiunge il valore che le era stato assegnato.

La sua partecipazione alla collettiva “Younger European Artists” del Solomon R. Guggenheim nel 1953 provoca un’attenzione a livello internazionale, che si ripeterà con il riconoscimento ottenuto alla Biennale di San Paolo nel 1959 e il Premio della Critica alla Biennale di Venezia del 1960. A partire da questo momento, Burri è stato considerato come uno dei pilastri dell’arte italiana del XX secolo, insieme ad altri artisti come Lucio Fontana o Piero Manzoni.

“ALBERTO BURRI”
Madrid, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía (Plaza Santa Isabel,52)
Dal 15 marzo al 29 maggio 2006
Orari: lun-sab, 10-21; dom, 10-14.30; chiuso martedì.
Ingresso intero: 3 Euro.
Per informazioni: Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, tel. +34.91.774.1000
Fondazione Palazzo Albizzini “Collezione Burri”, Città di Castello (Perugia)
tel. e fax 075/8554649 – tel.075/8559848; info@fondazioneburri.org
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