Un gruppo di famiglia; un po’ all’interno e un po’ all’esterno. La notizia è che l’esterno, cioè la vacanza, in questa pellicola tedesca presentata nella sezione Panorama della Berlinale 2019, non è al sole delle Baleari, o di qualche luogo esotico: la vacanza è a Torino! Sì, proprio nella amata Torino, con via Po e la Galleria Subalpina, Porta Palazzo e piazza Maria Teresa (come in “Amore e ginnastica”,  e che con emozione vedo sul grande schermo nella supercomoda sala del nuovo cinema Zoo Palast.

“Torino, wow! magnifico” esclama Julia e via, in giro per la città sabauda, con soggiorno nel palazzo di piazza Carlina dove abitò  Antonio Gramsci, ora diventato un hotel di lusso.

E così Torino passa alla Berlinale in questa commedia agrodolce, guardabile anche se non straordinaria. La famiglia Hoffmann, appunto, con due fratelli e una sorella già sulla quarantina e accasati, e gli anziani genitori, bizzarri e un po’ storditi, che hanno bisogno di essere accuditi come bambini. I fratelli e la sorella sono uniti, si parlano e si scambiano parerei, si telefonano e litigano, ognuno con i problemi che la vita comporta a quell’età.

Stefan (Lars Eidinger), è pilota di aerei, piacione e sciupafemmine, divorziato e con una figlia adolescente della quale va fiero. Ma le sue certezze vacillano quando gli viene diagnosticata una malattia cardiaca.

Julia (Nele Mueller-Stöfen) è sposata ma inconsolabile per la morte, alcuni anni prima, del figlio dodicenne. Il marito fa di tutto per farla felice, compreso portarla in vacanza a Torino, dove lei si innamora di un tenerissimo cane randagio ferito, quasi simbolo del bambino perduto.

Tobias (Hans Löw) ha tre figli e una moglie in carriera; siccome è l’unico dei tre che non abbia ancora finito gli studi e non lavori, oltre che dei suoi bambini gli tocca di occuparsi anche dei suoi vecchi.

In questa famiglia non accade nulla che non sia abbastanza normale, ma tutto vien visto, inclusi gioie e lutti, con quel giusto e serio distacco del non prendersi troppo sul serio.

“Lavorare a Torno è stato magnifico, ci vorrei tornare sempre!”, mi confessa Nele Mueller-Stöfen al termine della proiezione: non potrei essere più felice!