Alla Fenice la 20. edizione del Premio Una vita per la musica

Il quartetto Guadagnini a Venezia per Jeffrey Tate

Sulle tracce della ventinovesima edizione del Premio una vita nella musica, destinato al direttore Jeffrey Tate il prossimo venerdì 22 aprile presso le Sale Apollinee del Teatro La Fenice, interrompiamo l’esecuzione del secondo movimento del Quartetto Rosamunde di Schubert nel tentativo di avvicinarci maggiormente allo spirito che questo riconoscimento racchiude, rivolto ai più grandi musicisti del nostro tempo, attraverso un inedito punto di osservazione, quello del Quartetto Guadagnini chiamato a partecipare musicalmente all’evento.

Nonostante sia da tempo in repertorio” precisa il primo violino Fabrizio Zoffoli “continuiamo a studiarlo, soprattutto in vista di un evento così importante, attribuito a una delle più grandi personalità musicali del nostro tempo”. Il loro intervento alla cerimonia si unisce dunque all’omaggio che la città di Venezia rende al grande direttore inglese, insieme a un grande senso di ammirazione e responsabilità verso chi, con le sue interpretazioni, continua a manifestarsi sottoforma di prezioso punto di riferimento in termini di ricerca dell’esecuzione musicale.

 

Sotto questo profilo, il premio si preannuncia come un momento di riflessione attivo che investe la formazione cameristica forse per la prima volta dal momento della loro costituzione, avvenuta dopo una serie di casuali incontri, in occasione di alcuni corsi di perfezionamento musicale. Dopo un iniziale avvio nel segno del classicismo attraverso le musiche di Haydn e Beethoven, il Quartetto Guadagnini si avvicina ben presto alla musica del Novecento e di li alla musica d’oggi, oltre che per l’esigenza di ampliare il repertorio classico, come risposta alle richieste delle varie istituzioni tese all’inserimento di nuove opere nei programmi musicali. Comincia così un’avventura che dalle note di Bartok e Donatoni, per chi avesse assistito al memorabile concerto al Bologna Festival dello scorso anno, sta portando il Quartetto Guadagnini a collaborare da protagonista nei Tre risvegli, la nuova azione musicale che la compositrice Silvia Colasanti presenterà in prima assoluta alla prossima edizione del Festival 2Mondi di Spoleto, su testo di Patrizia Cavalli per la regia di Mario Martone. “Stiamo cercando di persuadere Silvia Colasanti affinché ci autorizzi finalmente ad estrapolare gli interventi strumentali che ci ha affidato, dall’opera che li ha generati, testando così anche la tenuta del tessuto musicale, apparentemente tradizionale ma assolutamente dirompente ed innovativo, anche sul palco da concerto”.

In questa direzione si inserisce una residenza parigina prevista per la fine del 2016, nata dall’esperienza dello scorso ottobre che li ha visti esibirsi accanto alla pianista Beatrice Rana nella versione ridotta del primo Concerto di Chopin per pianoforte e quartetto d’archi. La giusta occasione che consente al Quartetto Guadagnini di poter esplorare in una serie di concerti il repertorio dei compositori dell’est europeo, parallelamente a un approfondimento del repertorio italiano attraverso un viaggio che dal Settecento li conduce ai nostri giorni, scivolando in un affettuoso e celato invito a partecipare al progetto rivolto, tra gli altri, all’ormai compagna di avventure Silvia Colasanti.