Anna Karenina, protagonista Galatea Ranzi, nei teatri di Mestre e Thiene

Galatea Ranzi sarà Anna Karenina, la protagonista del capolavoro di Lev Tolstoi prima al Toniolo Mestre da venerdì 1 a domenica 3 dicembre, poi da martedì 5 a giovedì 7 nelle stagioni del circuito Arteven. La messa in scena viene proposta nell’adattamento teatrale del drammatugo Gianni Garrera e del regista Luca De Fusco, che cura pure la regia. <<Al di là dei dialoghi, le parti più strettamente narrative e i pensieri dei personaggi saranno detti dagli stessi attori che interpretano i ruoli, seguendo la lezione del Ronconi del “pasticciaccio” e configurando degli “a parte” tipici del linguaggio teatrale- spiega Luca De Fusco, direttore del Teatro Stabile di Catania coproduttore dello spettacolo con il Biondo di Palermo  – A queste tecniche puramente teatrali ho aggiunto un montaggio veloce, cinematografico, composto di molte brevi scene e contrassegnato dalla grammatica visivo-musicale, ormai consueta nelle mie regie, di Marta Crisolini Malatesta, Gigi Saccomandi e Ran Bagno. Le coreografie sono di Alessandra Panzavolta>>. Un treno innevato corre verso Mosca , quello di Anna, moglie di Karenin, un alto funzionario dello Zar, che deve intercedere per il fratello presso  la cognata determinata a non perdonare il suo ennesimo tradimento. Condiviso il viaggio con la contessa Vronsky, ne incrocia il figlio Aleksej, innamorandosene perdutamente. Appassionati fino all’impudenza, Anna e Aleksej riusciranno a vivere  pienamente il loro amore, sfidando regole, convenzioni e religione, perdendo figli, diritti e prestigio. Invisa alla sua classe sociale e  al marito, Anna avrà presto una bambina dal suo amante. Impossibilitata a sposare Aleksej e costretta ad affidare la sua piccola a Karenin, perché venga ‘riconosciuta’ e  le venga garantito un futuro, Anna va incontro al suo tragico destino. Accanto a Galatea Ranzi sul palco troviamo Paolo Serra,  Giacinto Palmarini, Stefano Santospago, Francesco Biscione, Debora Bernardi, Irene Tetto, Giovanna Mangiù e Mersilia Sokoli.

Naturalmente sta a noi l’arduo compito di tradurre in immagini, suoni, parole uno dei libri che più spesso si trova sul comodino di ognuno di noi.”“Come raccontare a teatro una delle storie più belle del mondo? Innanzitutto con un cast di livello che parte da una delle migliori attrici italiane, Galatea Ranzi, per il ruolo di Anna, ma anche da un insieme di interpreti di altrettanto spessore, che vanno da Paolo Serra nel ruolo di Karenin, a Giacinto Palmarini in quello di Vronskji, a Stefano Santospago in quello di Oblonskij, Francesco Biscione, Debora Bernardi, Irene Tetto, Giovanna Mangiù e la giovane Mersilia Sokoli.

Insieme col drammaturgo abbiamo deciso di non nascondere l’origine letteraria del testo, ma anzi di valorizzarla. Al di là dei dialoghi, le parti più strettamente narrative e i pensieri dei personaggi saranno detti dagli stessi attori che interpretano i ruoli, seguendo la lezione del Ronconi del “pasticciaccio” e configurando degli “a parte” tipici del linguaggio teatrale.

A queste tecniche puramente teatrali ho aggiunto un montaggio veloce, cinematografico, composto di molte brevi scene e contrassegnato dalla grammatica visivo-musicale, ormai consueta nelle mie regie, di Marta Crisolini Malatesta, Gigi Saccomandi e Ran Bagno. Le coreografie sono di Alessandra Panzavolta. Come nel romanzo tutto inizia e termina con un treno, emblema del testo di Tolstoj.Naturalmente sta a noi l’arduo compito di tradurre in immagini, suoni, parole uno dei libri che più spesso si trova sul comodino di ognuno di noi.”

“Io, Anna Karenina, sono una donna travolta dalla passione”. A vestire i suoi panni, a incarnare la storia dell’eroina tragica che dopo aver vissuto l’amore va incontro al suo destino, è Galatea Ranzi, attrice tra le più apprezzate. Sullo sfondo di una stazione tutto ha inizio e fine, come nel meraviglioso romanzo di Lev Tolstoj, diventato uno spettacolo che da venerdì a domenica affascinerà il pubblico del teatro Toniolo. Una “Karenina sublime” interpreta Ranzi nell’adattamento firmato dal regista Luca De Fusco, coprodotto dal Teatro Stabile di Catania di cui è direttore artistico, con il Teatro Biondo di Palermo. Tolstoj narra istante per istante i pensieri e i sentimenti di Anna. Lei vuole vivere fino in fondo le proprie emozioni, nel matrimonio è stata sempre infelice.

«Poi conosce la passione racconta Ranzi -, che si scatena quando incontra Vronskji, un legame erotico e sconvolgente che la conduce a un turbinio di eccitazione». Lascia Karenin e si separa dal figlio, che il marito le proibirà di vedere. Perde il suo ruolo sociale e lentamente anche la rispettabilità, quando decide di recarsi a teatro sarà insultata. «Dal legame con Vronskji nascerà una bambina e da buon amante Vronskji si stancherà di lei, non è disposto a sacrifici o a rinunce. Ecco che Anna sperimenta il vuoto. Si avvia verso una disperazione senza ritorno e sceglie il suicidio». Il cast è all’altezza delle aspettative.

Galatea Ranzi incanta il pubblico con tutta la gamma possibile dei sentimenti contrastanti di Anna, un percorso tortuoso, cui l’attrice dona anche l’eleganza, fino alla scelta del suicidio. «E c’è un insieme di interpreti di altrettanto spessore sottolinea De Fusco -, che vanno da Paolo Serra nel ruolo di Karenin, a Giacinto Palmarini in quello di Vronskji, a Stefano Santospago di Oblonskij, Francesco Biscione, Debora Bernardi, Irene Tetto, Giovanna Mangiù e la giovane Mersilia Sokoli». Il regista e il drammaturgo Gianni Garrera hanno deciso di valorizzare l’origine letteraria del testo. «Al di là dei dialoghi, le parti più strettamente narrative e i pensieri dei personaggi descrivono sono detti dagli stessi attori che interpretano i ruoli, seguendo la lezione del Ronconi del pasticciaccio’ e configurando degli a parte’ tipici del linguaggio teatrale». A queste tecniche si aggiunge un montaggio veloce, cinematografico, composto di molte brevi scene e contrassegnato dalla grammatica visivo-musicale, consueta nelle regie di De Fusco.

All’inizio un treno simboleggia il viaggio doloroso di “Anna Karenina” e un treno metterà fine alla sua.

Prosegue il cartellone della Stagione di Prosa del Teatro Toniolo, organizzata dal Settore Cultura del Comune di Venezia in collaborazione con Arteven circuito multidisciplinare regionale, con un classico della letteratura russa portato in scena da Teatro Stabile di Catania con Teatro Biondo Palermo.