Dopo Assassinio sull’Orient Express, Kenneth Branagh torna a vestire i panni del “migliore investigatore al mondo” Hercule Poirot.

Tratto dal romanzo immortale (1937) di Aghata Christie, già oggetto di un celebre adattamento cinematografico (1978, diretto da John Guillermin, con Peter Ustinov, Jane Birkin, Bette Davis, David Niven, Mia Farrow), sempre diretto da Branagh su adattamento (come per il precedente) di Michael Green, e con un cast “meno da red carpet”, ma comunque glamour, manca di quell’ironia elegante e della magia visiva di Assassinio sull’Orient Express.

Linnet Ridgeway (una sempre più legnosa Gal Gadot) è una ricchissima ereditiera, che ha appena sposato Simon Doyle (Armie Hammer), ex promesso sposo della sua (ex) migliore amica Jacqueline de Bellefort (Emma Mackey).
Per la loro luna di miele, gli sposi decidono di fare una crociera sul Nilo con parenti e amici. Tra i passeggeri del battello si trova il celebre detective Hercule Poirot, in vacanza in Egitto, ingaggiato dagli sposi, e non solo, perché li protegga dalla temibile e tradita Jacqueline che non dà tregua alla coppia.

Nulla distoglie Jacqueline dalla sua vendetta, tanto che disperata, arriva a bordo della nave battello dove tutti stanno festeggiando gli sposi e spara al suo ex fidanzato.
Scioccata dal suo proprio gesto e in preda a un esaurimento nervoso, la donna viene sedata con una potente dose di morfina che la lascia incosciente tutta la notte. La mattina dopo viene scoperto il corpo senza vita di Linnet.

Se Jacqueline a quanto pare ha un aliby di ferro, chi sarà il colpevole del crimine? Crimine che non sarà l’unicao.
Hercule Poirot deve sbrogliare una matassa intricata, anche perché ognuno ha il suo valido motivo di complotto e avidità.

Sono incomprensibili, perché illogiche, anzi non convincono proprio, alcune scelte narrative di stravolgere e aggiungere alcuni personaggi. Il romanzo della Christie, un giallo sull’amore, sull’avidità, sulla lussuria, è incredibilmente moderno, non ha alcun bisogno a scopi cinematografici di essere modificato.
Strutturalmente convenzionale, è un film patinato che si trascina senza alcun senso di crescendo né di climax; visivamente poi la ricostruzione delle Piramidi è fin troppo ricca di minuziosa CG.
L’unico motivo per cui guardalo è il Poirot di Branagh.