Trionfo squisitamente veneto quello conseguito dal regista Marco Pavan alla trentaseiesima edizione del Bellaria Film Festival, che, svoltosi nella località climatica della Riviera romagnola dal 27 al 30 dicembre, ha visto la partecipazione, nelle diverse sezioni, di diciotto opere cui si è giunti dopo una selezione che ne ha interessate 93.

Vincitore del concorso Bei Doc con il documentario Tutto è scritto è stato il filmaker trevigiano Marco Pavan, a cui la giuria, presieduta da Moni Ovadia, ha attribuito il prestigioso riconoscimento.

Tema centrale di quest’edizione del Bellaria Film Festival, affidato alla direzione del produttore, musicale e cinematografico Marcello Corvino, è stato l’articolo IX della Costituzione Italiana, relativo allo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica-tecnica e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico della Nazione.

Tutto è scritto è stato realizzato nel 2018 a Mali. Il film, prodotto da Fabrica e Imago Mundi Art, racconta l’intenso viaggio che ha coinvolto migliaia di tomi conservati nelle biblioteche di Timbuctù fino a Bamako, per salvarli dalla furia dell’integralismo islamico. Tutto è scritto è stato quindi premiato “per la forza espressiva e la maturità linguistica con le quali ha mostrato aspetti fondamentali e sottaciuti del pensiero islamico come la cultura, la bellezza e la responsabilità nei confronti della grande eredità del sapere. Un fraseggio filmico profondamente incisivo”. All’autore andrà un premio in denaro di 3000 euro.

Il Bei Young Doc, altro premio in palio per i documentaristi under30, è stato vinto invece da Riski di Otto Reuschel di Trieste, a cui sono andati 1000 euro, con la seguente motivazione: «Per la capacità di saper catturare l’urgenza e filmarla e per aver trattato il tema dell’immigrazione con sguardo inedito e pregnante, offrendo spunti di riflessione lontani dalla retorica. Un linguaggio registico che nulla concede al compiacimento» Il documentario con la migliore colonna sonora, scelto dal pubblico, è stato invece Beo di Francesca Pirano e Stefano Viali, a cui va il Premio Speciale Luis Bacalov di 500 euro. Il premio alla carriera è stato attribuito quest’anno Lina Wertmuller, decana delle registe italiane.