“Back to Black” di Sam Taylor-Johnson

Credit : Courtesy of Dean Rogers/Focus Features

Da arguta, vivace teenager di Camden a star internazionale della musica. Un viaggio attraverso la troppo breve vita di uno straordinario talento musicale, raccontato attraverso le parole delle sue canzoni. Amy Winehouse, morta nel 2011 a soli 27 anni, rivive sullo schermo grazie alla magnifica interpretazione della giovane e promettente Marisa Abela in un film che ne celebra l’eredità musicale.

Come raccontare un’icona della musica morta a 27 anni, uno dei primi fenomeni globali seguiti 24 ore al giorno non solo dai paparazzi e dai giornalisti, ma anche sui social media e di cui si sa praticamente tutto?  La regista britannica Sam Taylor-Johnson sceglie la strada del punto di vista di Amy, dal sobborgo di Camden a star globale, prima della sua morte per intossicazione da alcool.Credit : Courtesy of Dean Rogers/Focus Features

Il ritratto di Amy Winehouse è quello di una ragazza di  straordinario talento, in cerca di amore e attenzione ed emotivamente immatura per affrontare la pressione di un successo arrivato molto presto. 

La sceneggiatura di Matt Greenhalgh (che ha lavorato con Taylor-Johnson per NOwhere Boy del 2009 sull’adolescenza di John Lennon) parte dalla premessa di rispettare le scelte di Amy, anche quelle distruttive, facendo parlare i testi delle sue canzoni e delle sue interviste. Al centro di Back to Black ci sono i rapporti con le persone che hanno contribuito a creare l’artista e la donna: il legame profondo con la nonna (l’attrice Lesley Manville), il padre Mitch (Eddie Marsan) e soprattutto l’incontro con Blake Fielder-Civil (Jack O’Connell), l’amore, il matrimonio a Miami Beach e la dolorosa separazione, che fu la base per il secondo album e successo mondiale di Winehouse – 5 grammy e oltre 16 milioni di copie vendute – che dà il titolo al film.

Back to Black è scritto e girato come una affettuosa lettera d’amore a Amy, alla sua intensa vita, al suo genio musicale. Una storia empatica, senza i pregiudizi che per tutta la vita accompagnarono Amy per le sue dipendenze e i suoi problemi di autolesionismo e disturbi dell’alimentazione. “E’ stata una grande responsabilità parlare di Amy in positivo, senza trascurare il suo viaggio nella vita” ha detto la regista Sam Taylor-Johnson. Un’affermazione che risponde in parte anche alle critiche di chi ha messo a confronto questo film con il documentario Amy di Asif Kapadia. Ma questo è, appunto, un film: Blake era negli occhi di Amy il grande amore, il principe azzurro che poteva darle una famiglia e dei figli. Ed è con questi occhi che ce lo mostra Back to Black. Così Eddie Marsan mostra del padre di Amy,  Mitch, il lato più vulnerabile di fronte al successo della figlia, molto lontano dall’immagine del documentario di Kapadia del 2015. 

Tra le strade e i pub del sobborgo londinese di Camden si muove Marisa Abela, la giovane attrice che interpreta Amy Winehouse, che fa un lavoro meticoloso senza voler mai essere “troppo” uguale alla vera Amy, ma mettendone in evidenza il coraggio, l’autenticità, l’umorismo tagliente, l’intelligenza. Abela sembra ispirarsi più alla Winehouse prima del successo – prima del famoso beehive e dell’eyeliner – sapendo perfettamente di non poterne riprodurre la voce, ma rendendone i cambiamenti da inizio carriera fino alla fine. 

Oltre ai brani di Amy Winehouse, il sottofondo musicale è stato composto da Warren Ellis e da Nick Cave, che interpreta anche la delicata e struggente Song for Amy dei titoli di coda. 

Il consiglio è di vederlo, se possibile, in lingua originale. Back to Black è un film ben diretto e seguire la parabola di Amy Winehouse vi farà pensare a quanto la musica abbia perso con la sua morte. 

Titolo originale: Back to Black
Regia: Sam Taylor-Johnson

Sceneggiatura: Matt Greenhalgh
Intepreti: Marisa Abela, Eddie Marsan, Jack O’Connell
Durata: 122 minuti
|Distribuzione: Universal Pictures International Italy
Uscita Italia (cinema): 18 aprile 2024